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POESIE SATIRICHE AUTOSATIRICHE E PIÙ O MENO BUFFE

Dario Chioli

 

 Non che valesse veramente la pena di renderle pubbliche;
ma avevo necessità di togliermele dal cassetto dove occupavano posto e non facevano nulla... 
e poi bisogna dare agli invidiosi ragioni di criticarci, se no s'ammalano...

 


 

GLI ELFI

 

Molti vi sono dal cervello buffo,
di cui son vita e morte un tutto goffo
ch'esce di bocca a un matto in uno sbuffo
del tutto amorfo e assai assai gaglioffo.

Sicché le stirpi arcobalenate
dalle selve e dai laghi suscitate
si divertono un mucchio a far bisboccia
e a porre piè di mente altrui in saccoccia.

 
[marzo 1979]

 


 

COMPRATE I MORTI

Ad un amico pauroso della morte

 

Comprate i morti:
i morti costano poco.
Nei tempi di crisi
comprate i morti di tisi.
Nei tempi iellati
comprate i morti scoppiati.
Nei tempi pensosi
comprate i morti spassosi.
I bei morti comprate,
nei vostri sogni entrati,
entrati nei vostri pori
d'imperterriti sognatori.

 
[circa 1979]

 


 

CANZONE GOLIARDICA PER CANTARE IN UN MIO IPOTETICO FUNERALE
QUAND'IO NON FOSSI, COME INVECE CREDO, IMMORTALE,
composta il 28 di novembre del 1980, poco prima dell'Apocalisse del mondo,
dove l'espressione cronologica trent'anni può essere sostituita con qualunque altra
purché faccia rima, perciò anche cent'anni, centotrent'anni, e così via...

Il canto sarà condotto dal mio amico E. F.
(se mi sopravviverà)

 

Luttuosa audizion:
ecco è morto il Gran Coglion!

Coro: Oòh!

Miserrima vision:
giace morto il Gran Coglion!

Coro: Oòh!

Credeva campare
mill'anni e invece no!
Sul fior dei trent'anni
la morte lo mangiò!

Coro: Oòh!

Mettetevi al collo
un funebre pompon...
per ascoltar del Pollo
la triste canzon!

Da sempre in sua vita
assai fantasticò:
morire in battaglia
e avere una medaglia...
e invece ebbe la paglia...

Coro: Oòh!

...dell'asino che raglia!

Pernacchia.

Luttuosa canzon:
ecco è morto il Gran Coglion!
Voleva tutt'un'arca
per farci il patriarca...
con tanti bambocci
per asciugarci i mocci...
e invece crepò...

Pernacchia.

...e niente combinò!

Coro: Oòh!

E pensa al piacere
con cui seppe godere
la grande convinzione
di un'ottima pressione...
e il cuore gli scoppiò...

Pernacchia.

...e morte lo ingoiò!

Coro: Oòh!

Qual pezzo di torta
ora giace in questa sporta,
per far piacere ai vermi
e generare germi...
e ignaro godeva...
sua sorte non sapeva...

Coro: Bèeh!

Avant'ieri al cesso
molto a lungo rifletteva
che l'incolto era gonzo
quasi al pari del suo stronzo...

Ma lo stronzo è vivo!
Allegro e giulivo!

Pernacchia.

Fu molto intempestivo...
ché se ne andò furtivo...

Coro: Iih!

Canzon del fuggiasco:
in suo onor beviamo un fiasco!
Ed anche un prosciutto
ce lo mangiamo tutto!

E molto lo pensiamo...
perciò lo seppelliamo!

Gridi festosi.

Luttuosa audizion:
ecco è morto il Gran Coglion...

Ricomincia da capo,
fino a che tutti, mangiando prosciutto e bevendo vino,
hanno la bocca troppo piena per cantare.

[28.XI.1980]

 

Nota del 9 marzo 2003. Avendo io ormai raggiunto i 47 anni,
per ragioni di rima sarò costretto a campare almeno cent'anni...
C'è anche un'altra ragione perché io campi a lungo,
che essendo io vegetariano nessuno s'aspetterà di mangiar prosciutto quand'io muoio.
Quasi quasi, per guardinga compiutezza, mi fo anche astemio,
 che non trovi qualche beone a cui basti il pensiero del vino per augurarmi il decesso...

 


 

SU UN MEGALOMANE INVADENTE E ALQUANTO BRUTTO

 

Di quel... piccione... l'orrendo scatolone
che vuol chiamare testa
i miei occhi dissesta...

Per contemplarlo dovrei prima disfarlo,
e per tanto ch'è brutto,
dovrei disfarlo tutto...

Se un pezzo rimane, assomiglia alle rane;
se ne resta di più,
mi strappa il cibo su...

O quant'egli è brutto, il padrone di tutto:
vuol essere un pavone
ma è soltanto un... piccione...

 
[15.V.1981]

 


 

DEL TRUCULENTO SOGNO DI ANNA

Dimostratosi poi perfettamente aderente ai fatti

 

Anna sognò di Dario ch'era morto,
tutto per terra sanguinoso e storto,
d'uno sparo nel fianco tutto morto.

Da lungo che era, adesso era più corto,
stando per terra. Lei cattivamente
guerra augurò, sognando malamente
Dario ammazzato. Il quale tuttavia
da morto che era, è qui resuscitato.
 

[marzo 1987]

 


 

DISAVVENTURE DEL RE CERCOPITECO

Per un amico che non fu molto persuaso...

 

C'era una volta un uomo un poco bieco
di tutti i Scimmii Re Cercopiteco,
che sette donne un dì portava seco,
le quali tutte si lagnaron meco.

Per consolarle, per farle contente
non c'era modo, non serviva niente,
che di lui pur essendo innamorate
vergini e caste stavan sconsolate.

Non che fossero cercopitechesche,
e neanche erano pelose fantesche:
col buon Reuccio qual monache in celle
stavan sicure, se anche erano belle...
 

(I tristi suoni di questo lirico resoconto sono stati captati da nostri segretissimi informatori, mediante sensibilissime apparecchiature, mentre venivano ritmati con poderose botte dagli Scimmii su grossi tronchi, ad ogni botto intercalando un disperato singhiozzo-urlo che quasi mandava a ramengo gli iperelettronici sensori delle fantascientifiche apparecchiature dei nostri informatori, alcuni dei quali avendo ascoltato in cuffia son diventati sordi, altri sordastri e altri ancora rintronati, sicché si son messi a ridire queste strofe senza smettere più, e siamo tutti stufi. Il Re Cercopiteco, perché smetta la tristezza, verrà proposto per un corso in ottantadue puntate di rieducazione circa la manipolazione delle fantesche - il caso appare però disperato).
   

[13.XII.1988]

   

 

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