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ANALISI DE «LA LINEA DI SANGUE DEL SANTO GRAAL» DI LAURENCE GARDNER

Dario Chioli

   

   

Un amico mi ha prestato La linea di sangue del Santo Graal (Bloodline of the Holy Graal) di Laurence Gardner (Newton Compton, Roma, 1997), che è una delle peggiori mistificazioni in cui mi sia imbattuto ultimamente. Può tuttavia essere interessante analizzarne una parte per constatare com’è stato scritto.

Laurence Gardner, che sarebbe «Priore della Celtic Church's Sacred Kindred di St. Columbia», genealogista, «Storiografo Reale Giacobita» e altre altisonanti cose, pretende di ricostruire una linea dinastica che condurrebbe da una presunta figliolanza di Gesù e Maria Maddalena alla casata degli Stewart (Stuart)... Naturalmente i poteri laici e religiosi (soprattutto il Vaticano) si sarebbero coalizzati per secoli per nascondere questa eccezionale verità che manderebbe a ramengo l'ordine costituito...

Per sostenere questa tesi non di poco conto, Gardner riporta una ricca serie di dati, la cui attendibilità tuttavia è, nei punti critici che dovrebbero sostenere la sua tesi, più che sospetta.

Mostrerò, a dimostrazione di quanto affermo, alcuni esempi tratti dai primi capitoli, che trattano più specificamente della vicenda di Gesù e dei primi cristiani.

Mi asterrò invece dal verificare i quadri genealogici che costellano il libro, essendo consapevole che i genealogisti hanno nei secoli costruito tante di quelle false genealogie a vantaggio di questo o di quello che pretendere di stabilire una verità oggettiva sarebbe da folle, soprattutto una volta constatata la scarsa serietà dell'opera.

 

Capitolo I. Origini della linea di sangue

P. 9 - La linea di sangue del Graal inizierebbe con i parenti di Gesù, i Desposynoi.

Ma che questo fosse “un titolo consacrato e riservato esclusivamente a coloro che appartenevano alla stessa stirpe di Gesù” è una forzatura senza basi storiche. Desposynos è un semplice aggettivo greco significante “del signore [despotes]”. Certamente nel contesto indicava i parenti del Signore, ma nulla più.

Pp. 17-21 - L’identificazione di Giuseppe con l’egiziano Yuya è soltanto un’ipotesi senza prove e l’identificazione di Mosè con Akhenaton è solo una mistificazione in mala fede. Non basta avere qualche dato egiziano e qualche dato ebraico per poterli fare corrispondere a viva forza violentando i documenti.

Di tutta questa tesi che sarebbe di non poca importanza non è citata alcuna prova. Le fonti in nota sono relative solo a questioni secondarie e non direttamente attinenti alla tesi sostenuta.

 

Capitolo II. Al principio

P. 24 - Che il nome Jehovah sia una “anglicizzata traslitterazione di Yahweh” fa sorridere; è risaputo che la trascrizione Jehovah/Yehowah deriva dall’intercalazione dei punti vocalici di Adonày (Mio Signore) con le consonanti del Tetragramma (YHWH), un modo per indicare di pronunciare Adonày, visto che il Tetragramma non poteva essere pronunciato. La stessa vocalizzazione Yahweh è una, pur possibilissima, ipotesi filologica moderna, dato che il testo sacro non riporta i punti vocalici, e questi furono apposti tardivamente e non sono peraltro parte del testo sacro.

L’interpretazione che Gardner fa del Tetragramma YHWH, poi, mescola il politeismo e l’interpretazione cabalistica; cioè, è ben vero che le due H in alcune tradizioni vengono viste come Madre e Figlia, la Y e la W come Padre e Figlio; ma non è certo consueto che le due H siano riferite ad Asherah ed Anath, cosa di per sé blasfema per un ebreo, a meno che non la interpreti in modo estremamente particolare, e con strumenti che a Gardner non appartengono.

P. 25 - Che Lilith rappresenti “l’etica fondamentale dell’opportunità femminile” non è cosa molto chiara. Nelle tradizioni ebraiche è una demonessa alata, l’interpretazione astrologico-femminista è occidentale e moderna e certo non ebraica.

La ricostruzione di come venne costituito il canone biblico ebraico è fantasiosa. I libri furono integrati nel canone a più riprese sulla base del consenso dei dotti religiosi, e non si pensò affatto che i profeti avessero sbagliato previsione. Di ciò non v’è traccia in nessun luogo. Le uniche esitazioni di cui c’è memoria riguardano l’Ecclesiaste, per il suo apparente pessimismo, e il Cantico dei Cantici, per l’esaltazione dell’amore sessuale, di cui però Rabbì `Aqivà disse che, “se gli altri libri erano santi, il Cantico dei Cantici era santissimo”, e la questione finì lì.

Quanto affermato in nota 9, che «Altre sacre scritture ebraiche sono la Mishnah e il Talmud» è una stupidaggine. Il Talmud, e l’inclusa Mishnah, stanno alla Bibbia ebraica come gli scritti dei dottori della Chiesa alla Bibbia cristiana.

Pp. 34-35 - Non ho letto il testo di Barbara Thiering (Jesus the Man, Doubleday/Transworld, Londra, 1992), ma l’interpretazione che qui se ne riporta di alcuni termini dei Vangeli è senz’altro forzata. Le parole di Gesù nei Vangeli sono conformi alle modalità di insegnamento proprie dell’epoca e riscontrabili anche nel Talmud, dove non appare affatto tutta questa fissazione crittografica sostenuta dalla Thiering e da Gardner. O per lo meno non si può generalizzare; non è che perché una parola viene talvolta usata con un certo significato, questo debba succedere sempre e con tutte le parole.

P. 36 - Che tra gli esseni vi fosse istituzionalmente un Satana che tentava “le aspiranti al nubilato” farebbe piacere sapere da dove salta fuori, oltre che, pare, da Barbara Thiering.

 

Capitolo III. Gesù, figlio dell’uomo

Pp. 38-39 - A parte le consuete tirate contro la Chiesa cattolica, a proposito della concezione verginale di Maria (che Gardner da ignorante qual è confonde con l’Immacolata Concezione, che è tutt’altra cosa), a Gardner non fa comodo rilevare, se pur lo sa, che, di là dalla tarda proclamazione dogmatica, tale tesi era talmente diffusa che è confluita anche nel Corano ed è sostenuta abitualmente dai musulmani oltre che da ortodossi e cattolici. Pertanto la tesi non può risalire a dopo il VII secolo e, dato che simili idee ci mettono parecchio tempo ad affermarsi, non è affatto storicamente improbabile che la tradizione sia stata ammessa già all’epoca evangelica.

Di “Immacolata Concezione di Gesù” parla ovviamente solo Gardner, per la sua confusione tra Immacolata Concezione e verginità mariana.

P. 42 - Che Nazareth non esistesse all’epoca di Gesù è tesi tutt’altro che sicura.

Pp. 43-44 - Che tale Fleetwood sostenesse che Gabriele non era un angelo, ma un titolo, non fa gran differenza, visto che la funzione dell’arcangelo Gabriele nelle rivelazioni monoteistiche è ben nota (ivi incluso Muhammad).

Che gli esseni usassero i nomi degli arcangeli sembra sostenuto dalla nota 13, che cita Giuseppe Flavio, ma nel passo citato Giuseppe Flavio non parla affatto di ciò.

In realtà tutte queste stupidaggini sembra che Laurence Gardner le abbia tratte, non so con quanta fedeltà, dal libro di Barbara Thiering.

Così pure la descrizione di primo e secondo matrimonio e di norme dinastiche particolari è tratta anch’essa da Thiering.

La nota 20 che sembrerebbe supportare la tesi con Giuseppe Flavio, non c’entra nulla; le Guerre Giudaiche parlano delle consuetudini di una certa setta di esseni, nient’affatto di “consuetudini dinastiche” o simili.

P. 45 - Che la scelta definitiva dei quattro Vangeli risalga al Concilio di Trento è affermazione di una tale enormità da lasciare sbigottiti; se non altro perché la Vulgata di San Girolamo (morto nel 420) che ha costituito per secoli il testo liturgico ufficiale non ne riporta altri; ma anche in considerazione del fatto che si sa benissimo che la scelta è stata invece formalizzata nei sinodi di Roma del 382, di Ippona del 393 e di Cartagine del 397 e 419, mentre già il Frammento Muratoriano della metà del II secolo accettava i quattro vangeli canonici e proscriveva gli altri. Il Concilio di Trento ha solo trasformato in dogma quanto la tradizione aveva tramandato per più di mille anni e il Concilio di Firenze aveva riaffermato nel 1441.

P. 48 - Gabriele non significa affatto “uomo di Dio”, bensì “forza di Dio”.

Che vi fossero dispute tra sostenitori di Giacomo e Gesù è verosimilmente un’invenzione o della Thiering o di Gardner, di cui non v’è traccia storica. Caso mai si trovano tracce di dispute tra ellenisti e conservatori nelle lettere di Paolo ed è noto un conflitto risoltosi a suo favore circa la non necessità della circoncisione. Che è una cosa nient’affatto occulta e tutt’affatto diversa.

 

Capitolo IV. La prima missione

Qui la follia raggiunge ulteriori vertici.

L’identificazione di Simon Mago con Simone Zelota e di Tommaso col principe Filippo potrebbe essere interessante se non fosse inventata di sana pianta, e così è di tutto il resto.

Sfugge poi al mio debole intendimento come Giuda il Galileo, se è da identificarsi con un Giuda Sicario, o Sicariote, che sarebbe tutt’uno con Giuda Iscariote, possa essere morto, come vien detto in nota 8, nel 6 dopo Cristo. Sarebbe morto quando Cristo, secondo la cronologia adottata da Gardner stesso, avrebbe avuto 13 anni, e lo avrebbe tradito e si sarebbe impiccato vent’anni prima che fosse condannato...

Del resto che Iscariote possa derivare da Sicariote è solo una ipotesi filologica. L’ipotesi etimologica più probabile è che derivi da “Ish-Qeri’ôth”, “uomo di Qeri’ôth”, che fu una città presso il Mar Morto.

 

Capitolo V. Gesù il Messia

Un romanzo.

P. 65 - L’«immaginario anno 0» è appunto immaginario, nel senso che nessuno l’ha mai inventato. Il sistema cronologico in uso ancora attualmente, si sa, è sbagliato di almeno quattro anni, e fors’anche di sette, in ragione di un errore di calcolo dei cronologi medioevali. Ma questo non ha a che vedere con il calendario lunare ebraico, che lunare peraltro non è, bensì lunisolare. Neppure c’entra il calendario giuliano, che sbaglia suppergiù pochissimo meno di un giorno ogni quattro anni (per questo nel gregoriano un anno ogni quattro - tranne i secolari se non divisibili per 400 - è bisestile). Tutta la tirata del capitolo, p. 65, e della nota 7, circa il fatto che errori di calendario possano portare a una previsione sbagliata di 7 anni, risulta dunque alquanto confusa.

Pp. 66-67 - L’identificazione di Simone Zelota con Lazzaro, è un capolavoro di agilità e di inventiva. Lo scopo inconfessato sembra più che altro quello di negare i miracoli di Gesù.

P. 68 - Se Gesù era un esseno come Gardner dà per scontato, non è sicuro allora l’obbligo a sposarsi, visto che si sa benissimo che la maggior parte degli esseni erano celibi. Quanto agli obblighi dinastici, anche qui non c’è alcuna prova di questa cosa.

Pp. 72-74 - La storia del matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena è probabilmente ripresa pari pari da quell’altra mistificazione che è The Holy Blood and the Holy Grail di Baigent, Leigh e Lincoln, mistificatori che a loro volta hanno inventata una dinastia merovingia emanante da Gesù e Maddalena, utilizzando a loro volta fonti mistificanti e addirittura inesistenti.

Le citazioni da Clemente Alessandrino sono completamente stravolte. Infatti Clemente si riferisce a scritti gnostici di cui afferma l’inattendibilità anche qualora, per caso, contengano cose vere; non già che si debbano sopprimere brani dei Vangeli canonici.

La dimostrazione poi che Maddalena fosse incinta di Gesù semplicemente non esiste; è, a esser generosi, una supposizione.

E così via...

 

Riflessione conclusiva

Non è il caso di proseguire oltre nell’analisi.

Se ben capisco, tutta l’opera si basa sulle falsificazioni di Barbara Thiering e di Baigent, Leigh e Lincoln, dando prove storiche per i particolari insignificanti, ma omettendole completamente - perché non ci sono - per le interpretazioni importanti.

L’unico fine di tali opere può essere il desiderio di far soldi e di creare confusione. Non so e non m’interessa quanto possa entrarci il desiderio di qualche nobilotto decaduto di ridar lustro alla propria casata (il libro sostiene un’idea di America monarchica, e che George Washington avrebbe a suo tempo offerto la corona d’America a un discendente degli Stuart). Se però così fosse, anziché lustro, avrebbe ottenuto soltanto il ridicolo, almeno agli occhi di chi mantiene un po’ di senso critico.

Certamente chi compie queste operazioni dimostra una assoluta mancanza di buonsenso o di onestà, o di tutt’e due.

Un effetto molto negativo è che, nella generalizzata incultura relativa alle origini del cristianesimo, opere del genere creano ulteriore confusione e contribuiscono a diffondere nozioni completamente erronee, prive di ogni base, come l’opinione che Gesù fosse esseno, o che se n’andasse vivo in Kashmir (complici in questo anche la setta islamica degli Ahmadiyya - considerata eretica  dagli altri musulmani - e Sai Baba), o che tutto quanto lo riguarda sia avvolto dal Vaticano in chissà quale deliberato mistero (fissazione questa propria ovviamente di certi scrittorelli di origine protestante).

Effetto ultimo e non certo il minore, è che chi segue tali storie s’appassioni e venga coinvolto in una visione del cristianesimo che di spirituale non ha più nulla e che anzi, giocando sui suoi automatismi di pensiero e di immaginazione, gli renderà ancor più inaccessibili - sigillum Antichristi - le porte della percezione interiore.

   

 
 [28.III.2004]

   


Altre mistificazioni:

Dario Giansanti & Dario Chioli - Dialogo su «Il Codice Da Vinci» di Dan Brown

Dario Giansanti & Dario Chioli - Dan Brown e l'antimateria (3-4/12/2004)


Dibattito sull'articolo:

   

16/5/2007 – Mi scrive Stefano:

Egregio sig. Chioli, sono un ragazzo che ha comprato da poco e da poco iniziato a leggere il libro La linea di sangue del Santo Graal. Le confesso che appena acquistato ero entusiasta ed estremamente interessato ma dopo aver letto in questo sito la sua critica devo dire che mi è venuta voglia di buttare il libro nel caminetto acceso! Com’è possibile che si giochi in tal modo con la Storia?

Le chiedo dunque un consiglio: devo continuare a leggerlo o è meglio che lo abbandoni subito? Da cristiano praticante quale sono ritengo oltremodo eretiche tali affermazioni ma credo anche che conoscere altri punti di vista possa contribuire a formare nelle persone uno spirito critico basato su una maggiore consapevolezza.

A lei la parola. La ringrazio vivamente per i consigli che vorrà darmi.

   

16/5/2007 – Rispondo:

Caro Stefano, dal momento che si è reso conto dell'inattendibilità del libro, non vedo perché lei non possa continuare a leggerlo. Basta, direi, che non creda a nulla di quello che dice Gardner. Perché in effetti i libri menzogneri sono tantissimi, ma se ho stroncato questo in particolar modo, è perché questo mi pare anche dannoso, ed è assolutamente in mala fede.

C'è tutto un giro di libri dagli anni ' 80 in qua che gioca sulla baggianata di Maria Maddalena amante di Gesù e capostipite dei Merovingi. Hanno cominciato Baigent e compagni, poi Gardner, poi Dan Brown e chissà quanti altri, ognuno aggiungendo un nuovo mistero egualmente inattendibile.

Tutto ciò infastidisce perché danneggia la percezione del mistero vero, che certamente c'è, eccome, è anzi alla base di ogni vita degna di essere vissuta. Anche il personaggio di Maria Maddalena è degno di attenzione, come pure le tradizioni che la danno emigrata in Provenza, ma tutto il resto è invenzione pura, giocata sulla falsificazione o addirittura sull'invenzione delle fonti.

Direi comunque che un buon criterio per distinguere le stupidaggini è che in genere vogliono spiegare un sacco di cose. Invece, nella concretezza della ricerca, va bene se si riesce a scoprire a mala pena qualcosina. Del resto non bisogna neppure essere aridi e chiusi, i simboli e le leggende sono utilissimi all'anima, purché però siano genuini. Sul Graal per esempio c'è La cerca del Santo Graal (Rusconi) che è pieno di spunti interessanti, come pure il Parsifal di Wolfram von Eschenbach (UTET), e poi i romanzi cavallereschi di Chrétien de Troyes (Oscar Mondadori). Ci sono saggi interessanti anche se difficili e in parte discutibili come Il mistero del Graal di Julius Evola e molti dei lavori di René Guénon, nonché molte altre cose. Sulla simbologia cristiana poi ci sono gli stupendi (e costosi) volumi di Charbonneau-Lassay pubblicati da Arkeios (Il Bestiario di Cristo, Il Giardino del Cristo Ferito). Anche sul mio sito troverà diversi riferimenti e testi legati al mito. Sul mito vero e proprio poi è fenomenale il sito del mio amico Dario Giansanti, www.bifrost.it.

Certo comunque bisogna fare attenzione a non farsi isterilire da ambienti cattolici che molto spesso sono convenzionali e insipidi. Purtroppo di cristiani (e di tutti gli altri) che cerchino davvero non ce ne sono molti, e dei pochi solo una minoranza scrive dei libri.

È dunque a mio avviso utile leggere di tutto, ma senza fidarsi di niente. Dove possibile, cercare le fonti: se i riscontri sono erronei, lasciar perdere, perché la vita non è così lunga da dover perdere tempo con tutte le stupidaggini che circolano.

Bisogna infine riuscire a sviluppare un "gusto" particolare che ci permetterà di distinguere quasi a colpo sicuro tra le cose vive e quelle morte.

Naturalmente sono a sua disposizione per ogni altra cosa che voglia chiedermi. Spero d'esserle stato utile.

Cordiali saluti

* * *

21/1/2008Gianluigi Bastia mi scrive:

Gentile Sig. Chioli, ho letto la sua pagina web:

http://www.superzeko.net/doc_dariochioli_saggistica/DarioChioliAnalisiDeLaLineaDiSangueDelSantoGraalDiLaurenceGardner.html.

Oltre a concordare con quanto da lei scritto volevo chiederle da dove si evince che Iscariota derivi da una qualche parola come sicariota. A me risulta che il latino sicarius corrisponda al greco sikarios (o=omicron) che non ammette suffisso nominale in ths- (h=eta). Abbiamo eseguito ricerche approfondite nel TLG che contiene tutta la letteratura greca dalle origini fino al XV secolo, almeno quella oggi nota, e non risulta mai da nessuna parte l'applicazione del nomen actoris. Giuseppe Flavio parla dei sicari al tempo della rivolta giudaica, ma parla sempre di sikarios (in tutti i casi della lingua greca). Il Nuovo Testamento usa Iskariwth (w=omega, th=teta) in Marco e Iskariwths (h=eta) in altri libri ma è l'unica opera che lo fa in assoluto, ma non sappiamo se il termine derivi da sikarios, per me infatti non deriva affatto da questa parola greco-romana.

Grazie per l'attenzione

   

21/1/2008Rispondo:

Gent. sig. Bastia, concordo con lei sulla relativa improbabilità dell'interpretazione iscariote=sicario, soprattutto visto che in ebraico significa chiaramente "uomo di Qeri'ôth". Pare che questa interpretazione risalga al Wellhausen che rimandava alla lezione "skariwth" di molti manoscritti, e la interpretava "sicario". In effetti confrontando sull'edizione critica del Nestle-Aland, questa variante Skariwth-Skariwths, nel greco, e Scarioth nel latino, esiste. Non mi è tuttavia molto persuasivo quel terminare in -th o addirittura -ths invece che -s, ma bisognerebbe vedere le pronunce greca ed ebraica dell'epoca.

Tutto sommato mi convince più l'interpretazione "uomo di Qeri'ôth", anche se bisognerebbe capire perché di un uomo si dica non solo "Giuda di Qeri'ôth", bensì "Giuda uomo di Qeri'ôth". O magari vuol dire "Giuda [figlio] dell'uomo di Qeri'ôth". Non sono un ebraista sufficientemente erudito per decidere.

Cordiali saluti

 

22/1/2008Ancora Gianluigi Bastia:

Gentile sig. Chioli, la ringrazio per le sue precisazioni. Sa, mi era caduto l'occhio su Iscariota perché di recente ci ho lavorato non poco. Se le interessa, visto che siamo in tema, le sottopongo il seguente documento che è il bilancio delle ricerche che abbiamo eseguito:

http://digilander.libero.it/Hard_Rain/ISCARIOTA.pdf 

Cordiali saluti.

* * *

22/2/2009 – L'ing. R. C. mi scrive:

Gentilissimo Dario Chioli,

Le scrivo in merito al suo articolo Analisi de «La linea di sangue del Santo Graal» di Laurence Gardner.

Sicuramente le ipotesi possono essere azzardate, ma riguardo la dott.sa Thiering le consiglio cautela, visto che molte delle cose scritte in Jesus the Man non sono fandonie ma una ricerca fatta nel posto, in cui ho vissuto per ben 4 anni, come inviato della cooperazione Italiana.

Non so come mai ogniqualvolta si tocca l'argomento Cristianesimo vi siano sempre delle critiche, visto che lei non cita neanche una virgola a riferimento delle sue affermazioni, meno di quelle di Gardner.

Infatti tutti gli autori citati nei loro scritti citano benissimo il riferimento, lei dice soltanto:

Pp. 17-21 - L’identificazione di Giuseppe con l’egiziano Yuya è soltanto un’ipotesi senza prove e l’identificazione di Mosè con Akhenaton è solo una mistificazione in mala fede. Non basta avere qualche dato egiziano e qualche dato ebraico per poterli fare corrispondere a viva forza violentando i documenti.

Sì, e quali dati lei ha citato, me lo dica... sa, sono interessato all' argomento.

Dopo vari studi su diversi testi comprati anche all'estero – infatti i libri della Thiering li trovi a Londra, in Italia non esistono in lingua originale e neanche tradotti – sono arrivato alla conclusione che il cattolicesimo così come ce lo propinano sembra la favola di Cenerentola. Penso sia ottimo il lavoro di David Donnini Nuove ipotesi su Gesù.

Vedendo la storia, mi pare che Costantino... abbia abbracciato la fede... o meglio abbia creato una nuova religione, creando un clero e mistificando gli scritti....

Sarei interessato ad una critica costruttiva per smontare le ipotesi sia di Gardner che della Thiering e perfino di un libro che ha suscitato scalpore, Il codice da Vinci.

Sicuramente tutti vogliono far soldi, come lei d'altronde, visto che scrive libri... magari se mi invia qualche riferimento, anche se non so dove li prenderà, visto che al Vaticano hanno delle copie risalenti al 700 d.C. tradotte alla meno peggio, o abilmente ritoccate, e gli originali se ne guardano bene da farli circolare e le posso garantire che li hanno.

Sa, nel 1993 in Giordania sono state ritrovate altre anfore, e puntualmente... sequestrate (PS: mio padre lavorava in Vaticano).

Guerra giudaica di Flavio Giuseppe: immagino che questo testo lo consideri attendibile, e anche qui mi sa che la sua teoria fa acqua, ripeto, se mi cita le sue fonti attendibili, come d'altronde la Thiering e altresì Gardner, visto che citano Bibba e Vangelo e la storia d'Egitto, tutti libri in mio possesso, in lingua originale, e sì, la Bibbia la deve leggere in ebraico per capire le fesserie tradotte in quelle dalla CEI, e il Vangelo in greco... e aramaico.

Sicuramente molte sono supposizioni, più o meno credibili, ma sicuramente sembra un atto dovuto attaccare il Vaticano, visto che predica male e razzola peggio, e sopra tutto non è democratico, e si immischia in problematiche tipicamente laiche dove non ha nessuna autorità.

Magari se almeno pagassero le tasse, già sarebbe un passo avanti, e visto che si cuccano 1/3 del PIL italiano, veda i Patti Lateranensi, o legga la Questua, vivremmo tutti meglio senza.

Cordiali saluti

   

22/2/2009 – Rispondo:

Gent. ing. R. C.,

La ringrazio della sua attenzione, e voglio risponderle, per quanto posso, punto per punto.

1) Su Barbara Thiering ho detto esplicitamente che non l'ho letta, mi baso su ciò che ne risulta da Gardner. Ad ogni modo non basta che una ricerca sia fatta sul posto, bisogna che non ci sia la volontà di fare lo scoop ad ogni costo.

2) Quanto alle mie fonti, non le ho citate perché sono fonti reperibili facilmente compulsando la letteratura specializzata, e la totale mancanza di serietà di Gardner non mi pareva esigere che corredassi questa mia stroncatura di una serie enorme di note.

3) Sull'identificazione di Akhenaton con Yuya non sono io a dover citare le fonti, sono caso mai gli assertori di tale identità che devono dimostrarla. Ma non basta mica trovare qua e là qualche nome su qualche epigrafe per giungere ad un'identificazione...

4) Sul cristianesimo, è evidente che lei sposa le tesi più estreme e più anticattoliche. È un riflesso che capisco benissimo, lavoro da trent'anni tra i cattolici e so perfettamente quali sono i loro limiti e la loro generalizzata ignoranza. Non sono un "praticante" e forse neppure un "cattolico" (non me ne importa molto), mi occupo di quel che mi pare in qualunque modo giovare allo spirito, attualmente sto lavorando ad una versione degli Yogasûtra ed ho scritto un libro sulla qabbalà. Non credo quindi di essere definibile un bigotto, e detesto l'arroganza curiale quanto e forse più di lei. Ma da qui a sponsorizzare tutte le tesi fantasiose che arrivano da studiosi più o meno inventivi, ce ne vuole. La critica è tanto più efficace quando si basa sulla realtà; se costruisce di fantasia non verrà mai presa sul serio se non da persone poco serie.

Tenga inoltre presente che le corruzioni manifestatesi nel corso della storia cristiana sono le medesime che hanno corrotto qualsiasi altra tradizione, perché la corruzione non viene dalla natura di una singola tradizione, bensì dalla natura umana.

5) Non so cosa intenda per "ipotesi costruttive" per smontare Dan Brown o Gardner. Non c'è discorso, culturalmente costoro non esistono se non come mistificazioni interessate, o al massimo come un gradevole, non eccellente, giallo (Il Codice Da Vinci).

6) Che io voglia far soldi, è vero nel senso che gradirei averne di più, ma ne faccio ben pochi, le assicuro, forse perché non vale la pena leggermi ma forse anche perché cerco di scrivere solo cose che reputo vere, e queste perlopiù non sono eclatanti.

7) La storia dell'antichità dei codici vale per qualunque tradizione. Le pergamene hanno, come la carta, sia pure un po' meno della carta attuale, l'abitudine di deteriorarsi nel tempo. È chiaro che i documenti antichi non sono le copie originali, ma non credo al complotto. Ne dicono tante, e magari le pensano, ma nel mondo attuale non c'è alcuna possibilità che una pergamena modifichi granché. Si è già detto di tutto, e la gente non crede più a niente.

8) Credo all'attendibilità della Guerra Giudaica come credo a quella di Tacito o di Senofonte. Un'opera storica è sempre tendenziosa, questo è implicito proprio nel modo di collegare gli eventi per farne storia.

9) Un po' di ebraico e di greco li conosco e concordo con Lei che la traduzione della CEI non è un granché. In genere paragonando il testo originale con le decine di bibbie che possiedo, trovo che è molto meglio la Vulgata, e anche Lutero non mi pare male. Le bibbie moderne sono penose. E convengo che è un brutto segno quando si accetta di utilizzare versioni non attendibili.

10) Sulle politiche del Vaticano, sinceramente ho poco da dire. Credo che non sia strano se difende la visione cattolica del mondo, meno commendevole quando cerca di influenzare la politica per vie trasversali. Del resto l'ideologia comunista e quella liberale sono defunta la prima e in via di defungimento la seconda, e di laico non vedo nulla in giro, perlopiù solo cialtroni o scimmie ammaestrate che parlano di ciò che ignorano.

Le invio i miei più cordiali saluti

* * *

26/4/2010 – G. A. mi scrive:

Ho letto attentamente sia il libro di Gardner sia questo commento di Chioli al libro suddetto, e altre documentazioni, come Barbara Starbird ad esempio. Noto che Chioli non spreca i giudizi dispregiativi su Gardner, le accuse di mala fede et similia, ma non si confutano tesi con improperi. Anzi questi ultimi suggeriscono inconsciamente al lettore un senso di ripulsa. Prima di dichiarare di non aver letto libri che Gardner cita, Chioli dovrebbe leggerli, tale modo di procedere è del tutto squalificante.

La linea di sangue di Gesù è una ipotesi per i ricercatori, valida come ogni altra ipotesi in quanto ipotesi e non può essere scartata con ira e prese di posizione partigiane.

La citazione della Vulgata di Girolamo fa davvero sorridere, tutti sanno, e pure Chioli dovrebbe saperlo, che essa è piena zeppa di errori, superata dal punto di vista esegetico.

Un po' più di umiltà gioverebbe. La denigrazione finale dei protestanti poi, del tutto gratuita, è veramente antiecumenica e bolla chi l'ha scritta.

   

26/4/2010 – Rispondo:

Cara G., direi che il mio testo l'ha fatta inquietare di brutto...

Ora, mentre in genere condivido gli appelli a limitare i giudizi negativi, purtroppo non è così nel caso di Laurence Gardner. È talmente evidente la sua malafede per chiunque conosca un po' la storia del cristianesimo e della Bibbia, che veramente io reputo di aver persino esagerato nella documentazione e di essermi trattenuto nella valutazione.

La documentazione c'è nel mio testo, eccome, anche se non ci sono i riferimenti in nota, che si mettono in sede scientifica, che non è certo quella che merita Gardner.

Prendere sul serio Gardner equivarrebbe a prendere sul serio Peter Kolosimo, o Giuditta Dembech, o tanti altri che speculano sul desiderio di mistero dell'uomo comune. Sennonché Kolosimo e Dembech non hanno quel marchio blasfemo che invece si trova nelle opere di Gardner, o prima di lui in quelle di Lincoln-Baigent-Leigh, che cercano di distruggere i fondamenti della coscienza storica cristiana con delle invenzioni mistificatrici.

La "linea di sangue di Gesù" non è una ipotesi per i ricercatori; è solo una enorme stupidaggine in malafede.

La contestazione che io dovrei leggere le fonti di Gardner (cioè Barbara Thiering, perché le altre opere citate le ho verificate tutte) prima di valutarlo, non sta in piedi; lui è responsabile di cosa ha scritto lui, mica di cosa ha scritto Barbara Thiering... (chi è Barbara Starbird?)

Quanto alla Vulgata, è evidente dal testo che io non la cito da un punto di vista filologico (anche se la Vulgata, checché lei ne dica, è in molti casi più precisa delle traduzioni moderne); io la cito come incontestabile prova storica che per san Girolamo, quindi prima del 420, erano canonici solo i quattro Vangeli comunemente inseriti nella Bibbia.

Infine, io non ce l'ho affatto coi protestanti, ne ho conosciuti di ottimi e capisco benissimo le ragioni di Lutero, ma è incontestabile che c'è una vena letteraria plurisecolare che da Lutero in poi si esercita nell'identificare il Papa con l'Anticristo e Roma con Babilonia (può verificare facilmente la cosa mediante una ricerca su Google). La mia battuta riguarda solo questo aspetto. Esistono scrittorelli insignificanti di origine cattolica, insignificanti scrittorelli di origine protestante, e insignificanti scrittorelli di origine laica.

Forse sarebbe meglio che lei, prima di respingere sdegnosamente le mie critiche, le rileggesse con attenzione e cercasse di capire se per caso io non abbia ragione (sono quarant'anni che mi documento). Anche solo via Internet, è facile trovare i supporti critici che io cito. Può trovare i testi di Giuseppe Flavio e verificare di persona le citazioni di Gardner, o documentazione sui sinodi e sugli esseni, o le comuni interpretazioni del nome Iscariota, o i testi di Clemente Alessandrino (01 - 02). La storia di Maddalena incinta è inventata, trovi se riesce una fonte antica...

Quanto all'anno zero è un errore comune, ma qualunque testo sulla cronologia le spiegherà che non ha fondamento. Così pure è comune la confusione sull'Immacolata Concezione, ma questo non significa che si debba prendere sul serio chi in tali confusioni incorre. È ovvio che è perlomeno un pasticcione.

Dopodiché è ovvio che ognuno crede ciò che vuole credere...

Cordiali saluti

   

 

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