>>Questionario<<                                                                >>Sommario del sito<<

RISPOSTE AL QUESTIONARIO SULLA RICERCA INTERIORE

 PurnaMessy - Gianni - Enzo Coffani - Annamaria Bortolan - Nicolò - walla_eh - Adele - Vincent - qumran8

Per rispondere anche tu al questionario, fa' clic qui

  

4/7/2014 - Risposte di Purna

1

Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere?>R Sono stato vittima dell'ignoranza della mia famiglia (genitori e fratelli) e della perversione della chiesa cattolica, vera dissacratrice delle coscienze in formazione.

2

Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito? >R Inizialmente tradizione cattolica bigotta, ma mi chiedo: di che razza di tradizione si parla...

3

Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire? >R Decenni di immersione totale (ripeto totale) nell'illusione, principi e valori al minimo sindacale, poi un evento disperante fa sorgere la domanda: perché si vive? la vita può essere questa? che ci faccio qui? da lì parte la ricerca.

4

Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte? >R Arriva la prima scoperta di cose indiane, il mondo dello Yoga con le prime parole sanscrite, i mantra, bhajan ecc. Determinante un (il) viaggio in India dove si scopre l'altra faccia della medaglia rispetto alle balle della religione cristiana. L'impatto con la non-dualità del Vedânta è fortemente traumatica, ma se si riesce a sopravvivere... poi arriva il tantrismo, l'apice della conoscenza umana (il Trika).

5

Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione? >R Essenzialmente gli insegnamenti di Parmenide, Platone, Plotino, Meister Eckhart sul fronte occidentale; Shankara e Abhinavagupta su quello indiano. Devozione per Ramana Maharshi, Ramakrishna, Abhishiktananada (Henri Le Saux) il più grande santo della cristianità, il prof. Kamalakar Mishra, il mio prof. di sanscrito Antonio Rigopoulos.

6

In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri? >R Come ho già detto la comprensione della non-dualità va stemperata nel monismo dello Shivaismo del Kashmir, altrimenti è come se a un certo momento la terra mancasse sotto i piedi, certo nei primi tempi ho fatto tanti piantini sulle Enneadi, sui Sermoni, sul Brahmasûtra, le Upanishad, Gîtâ, Shivasûtra, Vijñâna Bhairava Tantra e tutti gli altri di quella sublime dottrina realizzativa che è lo Shivaismo del Kashmir.

7

Cosa ho appreso dalle mie debolezze? >R Che si paga tutto, la legge del karma è implacabile, non fa sconti a nessuno, la legge del karma opera anche se uno non la conosce, l'Universo pareggia sempre i conti. La legge del karma deve essere insegnata alle elementari, è criminale non farlo.

8

In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca? >R Più si va avanti su questa via e più avviene una selezione naturale delle frequentazioni. Quelli della tua vita precedente (prima dell'iniziazione e cambio nome) non ti riconoscono più e lasci che vadano per la loro strada, in compenso si acquisiscono per affinità elettiva nuovi compagni di viaggio, tutto avviene con naturalezza.

9

Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale? >R I due valori fondamentali dell'esistenza su questo piano della manifestazione sono: amore e libertà. Tutto avviene sul binario di queste due rotaie, non ci sono scambi né stazioni, si arriva dritti alla meta (la liberazione il moksha). Tutto è permesso se si rimane nell'alveo. Tutto è da evitare se si esce dal solco, per quanto si debba sempre fare i conti con l'humanité.

10

Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini? >R Chi ha interiorizzato i principi della fisica quantistica non ha difficoltà a rapportarsi né con il piano grossolano né con quello sottile. Chi non ha capito questa scienza, che è anche metafisica, non può rispondere adeguatamente, rimarrà sempre un gap riguardo alla comprensione che tutto è uno all’interno del riflesso della coscienza suprema che è Shiva stesso cioè Bhairava.

11

In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento? >R Attenzione e contemplazione istante per istante, la meditazione e gli altri mezzi fisici e mentali (anavopâya, shaktopâya) sono solo di partenza poi si deve arrivare allo shambhavopâya e si raggiunge la beatitudine dello anupâya. Serve un profondo e continuo autocontrollo, credo che ogni forma di religione impedisca questa impegnativa esperienza di concentrazione estatica e beatifica.

12

Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore?  Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente?>R

Di tanto in tanto tengo conferenze e seminari sullo Shivaismo del Kashmir, traduco dei testi dal sanscrito, ho un piccolo sito artigianale – www.purnanandazanoni.com – e sono sempre disponibile a diffondere questo insegnamento (gratuitamente) come mi ha raccomandato un guru di questa Tradizione l'ultima volta che sono stato a Benares.

13

Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no? >R Le altre vie realizzative sono il buddhismo di Nâgârjuna e Candrakîrti, il Sufismo, la Cabbala, la via alchemica ecc. tuttavia non ho trovato nulla di più ultimativo rispetto al Trika e dintorni.

14

Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche? >R Un rito a Benares (pûjâ) al tempio di Kala Bhairava mi ha trasformato definitivamente. Il brahmano mi ha fatto toccare con la mano destra il Dio sotto i paramenti, quando l'ho ritratta era impregnata del suo sangue (la pastella per il tikla), in quel momento sono diventato uno con il Dio sono diventato Lui stesso e questo per sempre.

15

Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato? >R Niente da segnalare in particolare, tutto accade per agevolare l'evoluzione spirituale, il superamento dello psicofisico.

16

I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati? >R Dio apparentemente sogna quello che vuole Lui, non c'è modo di tenerlo sotto controllo, ma è solo uno stato di coscienza intermedio.

17

Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza? >R Qualche trance mistica non ha mai fatto male a nessuno, spesso la capacità di commuoversi di fronte all'Immenso rimane un premio inestimabile.

18

L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R Non particolarmente, il gusto per l'estetica è semplicemente platonico: la bellezza è Dio.

19

Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R Come ho già detto, la fisica quantistica, c'è anche un testo sull'ologramma (Tutto è Uno di Michael Talbot, ed. Urra) che non si può non aver letto prima di cominciare a parlare di cose spirituali.

20

Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"? >R Preferisco le parole sanscrite perché le nostre circoscrivono troppo significati profondamente speculativi.

21

Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"? >R Una vibrazione pervade tutto, è il sacro spanda della Dea Shakti.

22

Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"? >R Ci sono per i nescenti (pashu) che così hanno l’opportunità (la grazia) di emanciparsi.

23

Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"? >R Vanno esplorate nel loro grado di realtà relativa.

24

In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto? >R La passione fa parte della natura umana, ma va gestita come tutte le emozioni alla luce della consapevolezza della impermanenza del divenire.

25

Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca? >R Sì, ma solo perché ho scoperto il Tantra (quello vero, non quello scambiato per libertinaggio sessuale).

26

Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica? >R Se in vita hai fatto la morte iniziatica rituale, hai già soppresso l'ego causale e la perdita del corpo-mente non è più fonte di turbamento, c'è solo una dimensione, quella divina: tutto è Shiva, tu sei già Shiva, lo sei sempre stato (come âtman).

27

Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché? >R Ho già risposto. Cerco di diffondere con discrezione e massimo rispetto, l'insegnamento metafisico senza violentare nessuno con la mia realizzazione.

28

Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data? >R Il mio prossimo è me e io sono il mio prossimo.

29

Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente? >R Mi riconosco un'unica virtù: la fede. Stare saldamente fondato nella consapevolezza del Brahman-âtman supremo. Tutto il resto viene da sé, di sicuro tutti i dubbi e le paura sono vinti.

30

Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>R Bello e ottimamente strutturato perché mi ha fatto riflettere su me stesso permettendomi di fare il punto della situazione, ho piacere che sia pubblicato se può essere d’aiuto a qualcuno. Fra cinque anni si dovrebbe ripetere (a Shiva piacendo) questo esperimento così da verificare quanto c'era di verità e quanto me la sono raccontata.

   

28/6/2010 - Risposte di Messy

1

Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere?>R I primi due anni devono essere stato l'idillio assoluto, molto desiderata e coccolata, poi la famiglia si è allargata, credo di essere stata gelosa dei miei fratelli anche se non ricordo molti episodi, adolescenza segnata da un rapporto difficile con il mio corpo superata senza grossi traumi dalla presenza di un fidanzatino super innamorato con cui sono cresciuta. Sua madre è stata una delle personalità che mi hanno influenzato. Una donna intelligente.

2

Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito? >R Non capisco la domanda, non capisco cosa si intende per  tradizione. Se tradizione è associato a "religione", sono cresciuta in una famiglia cattolica poco praticante, i riti erano spiegati e quasi imposti dalla regola implicita del "così si fa", mia nonna era molto credente e praticante e tutta la mia curiosità verso la religione era un modo per compiacere lei che adoravo.

3

Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire? >R In alcuni periodi della mia vita la dualità in presente diventava addirittura conflittuale, cioè parti di me in totale disaccordo che mi causavano un disequilibrio interiore e parecchia sofferenza, credo che cercare il modo di mettere pace dentro me sia stata la prima scintilla che mi ha spinto a guardarmi dentro. Poi spinta da curiosità ho letto tantissimo sui maestri spirituali, sulle tecniche meditative sulla Cabbala ecc... Ma la pratica vera e propria è iniziata da circa un anno. la fortissima esigenza di spiritualità l'ho sempre avuta, puntualmente delusa dalla grossolanità della mia religione di appartenenza da cui prestissimo mi sono distaccata.

4

Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte? >R Credo di aver già risposto a questa domanda con quello che ho scritto nella precedente. Gli altri non sanno cosa sto ricercando, a parte mio marito con cui parlo di alcune letture.

5

Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione? >R Tra i vari libri che ho letto, uno degli autori che ha smosso qualcosa in più è stato Gurdjieff, l'ho trovato noioso e difficile da capire, ma dopo aver letto un suo libro è come se alcuni concetti mi fossero rimasti dentro... Non so come spiegare ma per me è stato un piacere dato il fatto che tendo a dimenticare o a perdere interesse per quello che leggo.
C'è un autore – Roberto Maria Sassone – che ha scritto un libro sulla ricerca
interiore che ho apprezzato molto per la chiarezza e semplicità grazie al quale ho conosciuto lo yoga integrale. Per adesso pratico solo la meditazione, e ho sperimentato la trance ipnotica. Lo svantaggio di fare questa ricerca da soli è quello di perdere molto tempo con testi inutili e con pratiche inadatte...

6

In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri? >R Non parlerei di shock, il tutto è ancora in divenire, ed è un processo lento di rinascita.

7

Cosa ho appreso dalle mie debolezze? >R Che posso superarle.

8

In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca? >R Non lo so, mio marito credo abbia modificato la sua visione nichilista dell'esistenza, e qualche amico è stato incuriosito dal racconto di qualche pratica o qualche testo.

9

Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale? >R Ogni giorno mi dedico alla mia ricerca, mi interessa e non me ne dimentico, più ho un approccio aperto verso la mia interiorità e verso la spiritualità e meno ansia si presenta nelle faccende di ordinaria amministrazione. Il lavoro, il sesso, la famiglia, rispecchiano la ricerca. Se m'impegno nella ricerca interiore sento di impegnarmi in tutto.

10

Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini? >R Il rapporto con la natura e il mondo vegetale è notevolmente migliorato, osservo maggiormente, percepisco, mi emoziono... è come una comunicazione a volte addirittura troppo forte. riguardo il mondo animale, ci sono ancora molti aspetti che sento distanti da me, non pongo attenzione su gran parte del mondo animale. L'unico aspetto che si è modificato è il consumo di carne animale, è decisamente più responsabile, più sano. Mangio carne, ma molta di meno e di migliore qualità. L'idea degli allevamenti-tortura mi è intollerabile e faccio il possibile per non contribuirvi.

11

In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento? >R Non professo nessuna ideologia, al momento mi sto interessando di Cabbala ma non sento ancora di poter dire che sia il mio step definitivo. Non sempre mi sento sicura del mio procedere, credo che mi serve più pratica e meno teoria...

12

Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore?  Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente?>R Faccio meditazione in un piccolo gruppo con una persona molto più esperta di me specializzata in thetahealing, curiosa quanto me e aperta alle più diverse tecniche e discipline. Questa pratica con altre persone è stata la vera svolta, non saprei descriverlo a parole, ma sento che anni di tecniche in solitudine non mi avrebbero portato dove sono ora e dove continuo ad andare.

13

Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no? >R Forse sono attratta da troppe cose, vorrei conoscere e studiare le antiche religioni da cui discendono quelle attuali, capirne i riti e i dogmi, vorrei sapere di spiritismo, di altre dimensioni e di contattismo, sento forte curiosità per tutto l'esoterismo in genere. Non ho il tempo di informarmi su tutto.

14

Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche? >R La pace e la serenità dopo e durante la meditazione hanno sostituito anni e anni di nevrosi e ansie.

15

Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato? >R Credo che il mio stato psichico stia migliorando e anche il mio stato fisico anche se più lentamente.

16

I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati? >R È una sorta di scambio, la mia ricerca influenza i sogni e i sogni ne sono influenzati. Purtroppo non pongo attenzione costante ai sogni.

17

Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza? >R Ancora non posso dirlo, ma credo che la mia ricerca abbia influenzato positivamente episodi di stadi di coscienza alterati.

18

L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R L'ispirazione artistica ha ricevuto una spinta, ma ancora non abbastanza forte secondo me.

19

Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R All'inizio la mia ricerca è stata condizionata da letture sulla fisica quantistica e sulle tecniche di PNL.

20

Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"? >R Credo sia uno spreco passare l'esistenza terrena ad occuparsi d'altro che di questo.

21

Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"? >R Mi suggeriscono di non fermarmi e continuare la mia ricerca ancora agli inizi.

22

Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"? >R "Se muovi un passo verso Dio, lui ne muove due verso di te". Credo che con le giuste intenzioni nulla sia particolarmente "ermetico".

23

Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"? >R C'è più verità in queste parole che nelle moderne "conoscenze".

24

In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto? >R Le passioni sono parte dell'uomo, negare parti dell'uomo invece di servirsene è controproducente.

25

Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca? >R Ancora no, ma lo avranno al pari di tutti gli strumenti di cui in quanto essere umano dispongo.

26

Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica? >R Le ricerche sono viaggi e i viaggi terminano, se una malattia, la vecchiaia o la morte metteranno fine alla mia ricerca, vorrà dire che il viaggio è finito, pensarci troppo produrrebbe un ansia che non mi serve.

27

Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché? >R Non sento moltissimo la spinta ad aiutare materialmente il prossimo, per adesso sento che se pongo me nella giusta direzione aiuto anche gli altri, per ora non sento la spinta ad aiutare in modo invasivo ma solo a pormi in modo disponibile verso gli altri.

28

Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data? >R Se la parola data è vicina all'amore disinteressato non è difficile mantenerla, qualsiasi siano le circostanze. I problemi sorgono quando siamo spinti dal nostro ego, dal desiderio di possesso a da qualsiasi delle tendenze umane e materiali.

29

Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente? >R Spero di mantenere il mio corpo sano a sorreggere il mio spirito, e mi propongo di ottenere tutti i propositi sinceri e puri.

30

Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>R È un po' lungo... :-)

   

28/6/2010 - Risposte di Gianni

1

Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere?

>R

L'adolescenza l'ho vissuta materializzando ogni sentimento ed abbandonandomi alla materialità delle cose.
La giovinezza... la giovinezza la sto ancora vivendo in quanto si invecchia esteriormente ma si deve restare giovani dentro, anzi, si deve tornare bambini (da qualche parte sta scritto: se non tornerete come bambini non entrerete mai...). Comunque la sto vivendo con un ritorno alla spiritualità, all'interiorità., abbandonando la materialità delle cose. L'infanzia l'ho vissuta sentendo, senza rendermene conto, la mancanza dei genitori poiché affettivamente poco presenti.

2

Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito?

>R

La mia tradizione è cristiana. L'ho vissuta con alti e bassi poiché nel tempo, dall'infanzia all'adolescenza, ho avuto modo di scoprire quanto l'uomo possa distruggere i veri valori fondanti della sua natura spingendosi verso l'abisso di una materialità ossessivamente esagerata.

3

Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire?

>R

La ricerca interiore esiste da sempre nell'animo di ogni uomo, nelle sue domande profonde, nei suoi dubbi. È visibile negli occhi di ogni persona. Essa non si manifesta in maniera chiara in un momento dettagliato e preciso ma è frutto di un concatenarsi di eventi che portano la mente ad iniziare a sentire e comprendere le ragioni del cuore.

4

Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte?

>R

Inizialmente la ricerca è stata nell'ambito di quanto fornitomi dalla conoscenza dei miei famigliari/parenti stretti. Successivamente ho scoperto che quanto stavo vivendo era distorto, non riconoscevo nell'operato di coloro che dovevano farmi da guida i valori da loro enunciati (parlavano bene ma razzolavano malissimo). Ho quindi iniziato a leggere libri con vedute che apparentemente potevano essere differenti, ad interessarmi di cabala, a comparare le varie religioni per scoprire che tutte quante hanno un unico punto comune.

5

Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione?

>R

I libri che mi hanno attratto ed aiutato sono tantissimi e, soprattutto, l'archeosofia.

6

In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri?

>R

Non credo .

7

Cosa ho appreso dalle mie debolezze?

>R

Che sono utili da conoscere – così come è utile conoscere i punti di forza – per imparare a gestirle per fare del bene agli altri.

8

In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca?

>R

Ho cambiato completamente stile di vita e quindi abbandonato quanti pensavo mi fossero legati scoprendo chi veramente era legato a me e a chi tenevo davvero in profondità.

9

Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale?

>R

Faccio del mio meglio per essere positivo per tutti tenendo presente i miei limiti umani.

10

Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini?

>R

Faccio del mio meglio per essere positivo per tutti tenendo presente i miei limiti umani.

11

In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento?

>R

Sto facendo un cammino che mi sta dando molte cose positive e sta migliorando il mio essere e quanti mi sono intorno. Esso non è definitivo né certo poiché nella vita l'unica cosa definitiva e certa è il contrario della vita stessa.

12a

Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? 

>R

Sì.

12bCosa vi ricerco e cosa vi trovo?  Cerco la risposta alle domande eterne dell'uomo e trovo serenità e pace interiore che riesco anche, a volte, a donare agli altri.
12cIn quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Nessuna.
12dFino a che punto questo può ancora essere vero attualmente? 100%.

13

Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no?

>R

Faccio un'indagine personale, basandomi sull'istinto, sull'intuizione, sulla capacità di gestione del mio libero arbitrio.

14

Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche?

>R

Morte di persone care che mi hanno allontanato dalla spiritualità.

15

Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato?

>R

Migliorato.

16

I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati?

>R

So di sognare ma non ricordo i miei sogni. È una cosa su cui devo ancora lavorare.

17

Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza?

>R

Non credo di avere stati alterati di coscienza, ho frequenti rapporti con psicologi e nessuno mi ha detto che sono pazzo.

18

L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?

>R

No.

19

Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?

>R

No.

20

Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"?

>R

"Dio" è lo "spirito" della  "verità" e la sua "conoscenza" totale è impossibile poiché non possediamo sufficiente  "saggezza" in quanto siamo fatti a sua immagine e somiglianza ma non siamo uguali a lui, mentre "amore" incondizionato per il prossimo è la chiave per una vita serena con un corretto sviluppo spirituale.

21

Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"?

>R

"sé": egoismo
"illuminazione": presa di coscienza di uno stato
"liberazione": conoscenza, comprensione
"non-dualità": siamo tutti pezzi unici di un grande puzzle
"meditazione": avvicinamento al concetto di Dio

22

Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"?

>R

"maestro": chi penso sappia più di me e credo possa insegnarmi
"esoterismo": conoscenza del profondo di noi 
"insegnamento segreto": non esiste nulla di segreto, è tutto dentro di noi. Sta a noi fermarci, fare silenzio, fare deserto, fare nero ed iniziare a vedere la lucina, piccola come la miliardesima parte di una punta di spillo... 
"iniziazione": inizio di un cammino

23

Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"?

>R

"rituale": atto ripetuto
"scienze tradizionali": insegnamenti alla base di tutto
"mondo sottile": ciò che sta dietro la materialità
"magia": ciò che succede di cui non abbiamo conoscenza del perché succede

24

In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto?

>R

Le passioni sono utili, positive, necessarie, danno sempre qualcosa, sono parte di un percorso. Tutti i Santi hanno avuto passioni negative nell'arco della loro vita.

25

Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca?

>R

Un momento... sesso, l’eros, l’amore sono tre cose assolutamente diverse tra loro. Sciocco e poco profondo legarle tra loro.

26

Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica?

>R

La morte? O forse la nuova rinascita?
Dalla risposta a questa domanda si passa a valutare la vecchiaia e la malattia.

27

Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché?

>R

Sì. Cosa faccio non lo dico perché occorre fare il bene, non vantarsi di averlo fatto.
Perché? Qualcuno ha scritto: "questo è il comandamento che vi lascio: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi... questo è l'unico precetto che riassume tutti gli altri: ama il prossimo tuo come te stesso".

28

Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data?

>R

Il mio prossimo è tutto quanto io riesco a percepire.
Non sono obbligato nei confronti di nessuno: fare il bene o il male è una scelta di vita.
La parola data è sempre inviolabile.

29

Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente?

>R

Mi propongo di fare il bene.
Temo i limiti della mia bassa natura di uomo.
Nulla mi lascia indifferente, tutto è importante e merita rispetto. L'indifferenza è la peggior cosa che si possa nutrire perché è mancanza di sentimento.

30

Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>R

Utile per riflettere, per capire meglio. Grazie.

   

10/6/2009  - Risposte di Enzo Coffani

Enzo Coffani ha scritto i romanzi Il Palazzo del Mago e La Città Mirabile, e ha pubblicato presso le Edizioni della Confraternita Sufi Jerrahi-Halveti in Italia di Milano nel 2008 il volume di poesie L'ignoto che è in noi, con illustrazioni di Cristiana Coffani, prefazione di Gabriele Mandel e nota critica di Aldo Strisciullo. È collaboratore della rivista Sufismo (http://www.rivistasufismo.it/) e mantiene un interessante blog: http://ezno.splinder.com. Lo si può contattare tramite il blog oppure all'indirizzo email finisterrae@katamail.com.

Su SuperZeko se ne possono leggere La Città Mirabile, una breve silloge tratta da L'ignoto che è in noi e la sua risposta al Questionario sulla ricerca interiore.

1Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere?>RUn'infanzia del tutto solitaria, un'adolescenza di interessi letterari e angosce esistenziali. Un tossicodipendente mancato, un suicida mancato. Un clima familiare, anche allargato, parentale, della più straordinaria povertà culturale ed, apparentemente, affettiva. Controcanto, altrettanto erroneo, di quanto sopra, l'essere considerato particolarmente intelligente dai più. Visto che di balle questa vita è la trama, il fatto che accanto a balle dolorose ve ne fossero di liete mi ha dato un binario, tanto sconnesso, ma un binario per sopravvivere fino ad un certo punto. Ho sempre saputo di avere un urlo ghiacciato nel centro del petto, e dunque ogni ipotetico maieuta, ogni accadimento li ho vissuti in funzione di questo buco nero che li ha, inevitabilmente, nullificati tutti quanti. Questo, fino ad un certo punto.
2Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito?>RIl cattolicesimo. L'ho vissuto il minimo necessario per poter fare la cresima. Quanto alla mia personale esperienza, e alla parrocchia che ho frequentato, devo dire che vi proliferava una inaudita violenza psicologica sui piccoli, perpetrata con sistemi tanto grossolani quanto efficaci nel tempo proprio perché incidenti la cera vergine della mente di un ragazzino. Le funzioni religiose erano vissute con intento ricreativo o scaramantico, o ansiolitico, da parte dei miei genitori, da cui percepivo un senso di coazione alla partecipazione, come che fosse.
3Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire?>RHo sempre letto di tutto e del tutto, per una forma di vigliaccheria. Ad un certo punto, però, ho avuto la possibilità di manifestare il mio dolore esistenziale in una forma viscerale, e mi capitò di piangere per mesi e mesi in una maniera sconosciuta. Ho rivissuto stati emotivi senza nome, inqualificabili, sui quali non è possibile discutere. È stata un'esperienza dolorosa ed esaltante poiché, accanto alla disperazione così vicina alla follia, o al suicidio, ho potuto comprendere il significato di "vita interiore" così spesso abusato da diventare un odioso detto ad uso di deviati d'ogni sorta. Quanto ai presagi, ho sempre saputo, forse troppo, della mia mortalità, fin da quando ero bambino.
4Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte?>RI libri, anche sublimi, ahimè servono a poco, ma servono. I gruppi servono, ma poco, sia per il meglio, che per il peggio. È naturale che ci siano gruppi per fare conversazione, e questo è il peggio, e gruppi per combattere se stessi, e questo sarebbe il meglio se non fosse che c'è sempre qualcuno disposto a sfruttare il tuo masochismo, e quindi?
Su queste cose, le opinioni degli altri per me non contano nulla. E poi, su queste cose si è sempre in errore, ma il peggio sarebbe rimanere immobili.
5Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione?>RPer adesso posso dire che per fortuna la mia conoscenza sta diminuendo ed alcune volte, quando guardo il cielo, mi sembra vivo. Poi, è aumentata la pazienza e la quiete; e la presunzione che ieri mi ha salvato dall'imbecillità, oggi, mutata in grave ostacolo, fortunatamente allenta la morsa. Vi sono forme di presunzione così umili, deliziose, letali.
6In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri?>RSì, ma non sono in grado di parlarne. Riguardo agli altri, sono moderatamente disponibile a dir loro che la disperazione esistenziale è un punto di vista, certamente parziale, falso, ma altrettanto doloroso, e che è possibile abbandonarlo, insieme a tutte le droghe mentali che questo momento incoraggia e propone.
7Cosa ho appreso dalle mie debolezze?>RChe sono una forma di autoerotismo e, come tale, sterile.
8In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca?>RNon decisive, ma certamente positive: non potrebbe essere altrimenti.
9Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale?>RNel quotidiano mi viene naturale l'onestà. Per come la vedo io, sul piano materiale siamo un gruppo di persone su una palla semifredda che nell'universo conosciuto conta come un granello di sabbia nel deserto del Sahara. Eppure, ognuno di noi, me compreso, talvolta o sempre crede di contare come il deserto del Sahara. Com'è patetico tutto ciò.
Se tu fai tanto sesso, vuole solo dire che sei angosciato, non entusiasta della vita. Quando il sesso perde il suo potere di calmante e di conferitore di senso, allora si trasforma e diventa un piacevole gioco pieno di serenità. Quanto al benessere economico, perché no? Più che i valori che mi propongo sul piano spirituale, talvolta penso a quali valori il piano spirituale, che ignoro, mi propone.
10Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini?>RÇa va sans dire che considero un vero delitto ogni forma di inquinamento evitabile. I regni inferiori vanno tutelati e usati con intelligenza. Ma questo non è che una manifestazione periferica, ovvia, di un uomo decente.
Certamente ho un lupo rabbioso come compagno, ma ciò non significa che non lo possa addomesticare, e nemmeno che in alcuni casi possa risultare utile.
11In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento?>RLo dhikr. L'unica cosa di cui sono sicuro è che nuoto in un mare di inganni e, straordinariamente, non sono ancora annegato. Non conosco nulla di stabile.
12Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente?>REffettivamente, si tratta di soffrire sempre meno dal punto di vista psicologico, ed io non faccio differenza. Si tratta di sgombrare un ponte per permettere un passaggio. L'isolamento sociale può essere molto utile, se non motivato dalla paura e costante.
13Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no?>RMistici di ogni tradizione. Il Mathnawi di Rumi. Ci sono scritti la cui portata travalica il tempo e le cui parole si configgono chissà dove dentro di me, e da lì riemergono di tanto in tanto per darmi una mano.
14Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche?>RTrovare inspiegabilmente vive e contigue al mio essere cose che mi sembravano morte. Vedere un essere umano come non l'avevo mai visto prima, seppur per un breve istante.
15Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato?>RCome veicolo, il corpo, ad ogni aumento di calore, si riqualifica, e questo prende le sembianze di vari scompensi.
16I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati?>RHo sentito la necessità di provare a capire il loro linguaggio.
17Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza?>RTutt'e due. Nell'attesa di stati integrati di coscienza.
18L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>RNo.
19Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>RNo.
20Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"?>RPer la verità, nulla di particolare.
21Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"?>RLi trovo termini da bar.
22Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"?>RPer "iniziazione" direi possibilità. Per "insegnamento segreto" non so, né per "esoterismo". Per "maestro", maieuta.
23Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"?>RNiente di cui abbia la minima esperienza.
24In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto?>RLa passione è come il cancro di un corpo che si chiama desiderio.
25Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca?>RC'è un momento in cui può essere necessario abbandonarsi ad ogni libidine, per quanto strana. Visto che ce l'hai, agiscila. Personalmente ho vissuto questa fase come un limite, non come una liberazione.
26Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica?>RPensavo oggi che il precariato, in ogni sua forma, ha dei vantaggi: aiuta a non essere seri con chi e cosa non lo merita.
27Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché?>RPosto che un uomo decente aiuta il suo prossimo anche quando legge la Gazzetta dello sport (ma un uomo decente legge la Gazzetta dello sport?) devo dire che non mi interessano organizzazioni umanitarie o assistenziali, e che non sono in grado di aiutare alcuno dal punto di vista spirituale e, ultimamente, neanche materiale. Però, una qualsiasi, disinteressata liberalità è puro ossigeno, me ne accorgo quando ne ricevo e quando ne do.
28Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data?>RIl mio prossimo è uno sconosciuto che assomiglia a me, ma di cui io vedo spesso le parti negative che non voglio vedere in me. Poi, ognuno ha il prossimo che si merita e si comporta come si comporta con se stesso: se si odia, odierà, se si ama, amerà.
29Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente?>RPiù precariato.

30

Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>RMolto interessante, e molto utile. Voglio leggere quello che hanno risposto gli altri.

      

24/4/2008  - Risposte di Annamaria Bortolan
Insegnante e autrice del volume I simboli del sacro (Ananke, Torino, 2007), ha risposto a tre sole domande.
1Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere?>R-
2Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito?>R-
3Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire?>R-
4Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte?>R-
5Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione?>R-
6In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri?>R-
7Cosa ho appreso dalle mie debolezze?>R-
8In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca?>RÈ difficile rispondere a questa domanda per il fatto che talvolta condizioniamo e siamo condizionati dagli altri in maniera non completamente intenzionale. Con persone particolarmente fragili, basta una parola di troppo per scatenare una crisi; generalmente ho dovuto constatare che le persone non vivono sinceramente e pienamente la propria spiritualità. C'è molta ipocrisia in giro, il rapporto interpersonale oggigiorno è spesso improntato allo sfruttamento, al do ut des, senz'anima, senz'altro obiettivo che il proprio egoistico interesse.
9Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale?>RLa spiritualità non può non essere al centro della vita per il fatto che essa rappresenta l'unico baluardo sicuro nella transitorietà e nell'impermanenza quotidiane.
10Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini?>RLa responsabilità è totale. Tutti noi siamo custodi del creato e non possiamo permetterci di danneggiare la bellezza che ci circonda e che ci invita ad uno sguardo attento dentro di noi, al fine che quanto di buono e di bello esiste all'interno possa esteriorizzarsi, armonizzandosi con la natura e col mondo.
11In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento?>R-
12Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente?>R-
13Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no?>R-
14Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche?>R-
15Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato?>R-
16I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati?>R-
17Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza?>R-
18L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>R-
19Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>R-
20Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"?>R-
21Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"?>R-
22Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"?>R-
23Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"?>R-
24In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto?>R-
25Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca?>R-
26Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica?>R-
27Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché?>R-
28Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data?>R-
29Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente?>R-

30

Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>R-

      

28/9/2006  - Risposte di "Nicolò"
1Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere?>RL'infanzia è stata noiosa, piena di attesa e volontà di isolamento dagli altri bambini che non contemplavano abbastanza il futuro, ho avuto indietro quel che cercavo. In famiglia ho avuto tanto amore ma anche troppa televisione, l'idealizzazione massima del mio milieu è stata a 14 anni quando l'abbiamo tolta. Mi ricordo i miei genitori più introversi di adesso. A 16 anni ho avuto un'estate di vera spensieratezza, ma poi le bugie, i cattivi voti a scuola, la pigrizia e il perenne stato di coscienza alterata sono venuti fuori col senso di colpa, finché son partito per gli Stati Uniti è sempre stato un oscillare tra perdizione e ritiro monastico (anche per tirar su le materie). Tra i dieci anni e adesso ho letto tanti romanzi che mi hanno dato un ideale poetico di vita e dei parametri più alti per considerare e perseguire le esperienze umane. Con gli amici la celebrazione del gruppo è finita dopo poco, ho idealizzato un'amica d'infanzia e con lei mi trovo veramente bene ma poi è sempre difficile non innamorarmi (dovrei imparare dai kibbutz). Il viaggio in America di un anno mi ha dato voglia di viaggiare ulteriormente e vedere nuove forme, per capire e vedermi in modi sempre nuovi.
2Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito?>RLa montagna, i sassi,  l'erba e il torrente, le campane, il muschio, gli odori delle stagioni, il cielo, la neve sciolta, i narcisi e le betulle. Il lago, i partigiani, la nonna e il nonno, la baita e i racconti dei grandi. Il tutto dalla mia parte paterna, la mamma è di Monza... ma anche lei è dipendente dalla baita anche se alle volte si lagna (solo un rito). Tutto questo mi ha dato una base sicura di bellezza e unione familiare, tutti i miei parenti sono simpaticissimi, la nonna è un esempio formidabile di matriarca, il nonno era un insegnante ma mi ricordo pochi discorsi, più la sua presenza. Con mio fratello (22) dopo vari anni passati ad inzigarci andiamo d'accordo e parliamo profondamente quando ne abbiamo l'occasione, ma ultimamente mi sono accorto di quanto non lo capisca. In molte cose siamo comunque molto fratelli, l'immagine di lui è: sdraiato al sole a pancia in su con le gambe distese e incrociate, le mani dietro la testa come se solo lui sapesse godersi il sole così appieno. Mia sorella è l'elemento puntiglioso di femminilità e preadolescenza creativa, adesso ha 13 anni, disegna e sa benissimo l'inglese, sono orgoglioso di essere suo fratello maggiore.
3Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire?>RAlla base c'è anche un elemento di vanità e separazione, ciò che vedevo nella mia infanzia, dall'altro ci sono le letture, romanzi come Narciso e Boccadoro o Gli Elisir del diavolo mi hanno commosso e reso invidioso della devozione, la mia mente si è sempre opposta all' idea della fede ma essa si sta insinuando e voglio disintegri il mio superfluo. Ho sempre avuto una fascinazione verso la spiritualità e l'introspezione, la speculazione pura, la fantasia e l' amore, liberare me stesso è ciò che voglio perseguire e non può essere altrimenti guardando a ciò che mi opprime e mi rende insoddisfatto: il tempo, la mia vanità, il non poter non giudicare, non poter amare, non lasciarmi vivere e non lasciar vivere.
Un elemento importante di mistero sono delle intense esperienze energetiche nei presonni dove sento scosse elettriche intense, sensazioni di caduta, suoni, canzoni, voci, e molte volte la sensazione di impazzire totalmente (psiche compromessa dalla vibrazione intensissima), il tutto anche associato a sogni molto lucidi (mi sveglio con l'energia che vibra sulla retina ed il cervello che pompa come il cuore). 
In Francia ho conosciuto un Viaggiatore che parlava sette lingue, aveva gli occhi di due colori, mi ha parlato di punto e dispersione e mi ha detto di aver conosciuto il divino.
4Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte?>RMio padre è sempre stato una fonte di consapevolezza, ha molte parole a che fare con la volontà individuale, sempre poco metafisico, studia psicosintesi e spiritualità con prospettiva agnostica, abbiamo molte coincidenze di pensiero. Alle superiori ho avuto un ottimo strumento di interpretazione dell'adolescenza (avevo 18 anni) ed è stato Bell'età di Charmet, dato da leggere e presentare alla classe da quel cocciuto relativista del prof. Signorelli.
Adesso vivo in Germania da sei mesi, un mese fa sono stato in Italia (Amburgo-Verbania e ritorno in autostop), ho letto Viaggi di Michael Crichton, che mi ha dato una buona prima interpretazione di ciò che è il paranormale e di cosa lo definisce tale.
Poi consigliato da un mio caro amico sono andato ad un incontro di diksha, dove quattro persone trasmettevano questa energia che guarisce dalla separazione e porta senso di unità col tutto, è stato molto intenso e ha demolito (beh, non tutto) il mio scetticismo.
Il tutto è partito da una crisi dove sentivo la limitatezza della mente, del mio giudizio e dei termini classici e scientifici d'interpretazione del mondo. Da qui è partita la carriera verso me stesso senza ossessioni temporali. Ultimamente mi sto concentrando verso Eckhart Tolle, Jiddu Krishnamurti e la Psicologia Trascendentale. Non indifferente è l'esperienza appena incominciata del Coro in una chiesa protestante: prima esperienza di canto di chiesa, e di gruppo. Qui mi sono imbattuto sul Dies Irae che mi ha portato su questo sito. Sento il Dies Irae molto connesso con i pensieri e i problemi che ho intravisto in me stesso ultimamente.
5Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione?>RTroppo presto per rispondere a questa domanda.
6In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri?>RGli shock sono relativi prima a esperienze energetiche col diksha, sentendo la sofferenza mia e universale, poi fenomeni energetici notturni semicoscienti, e l'idea di eliminare la mente, il tempo, e vivere il momento. Non so, ultimamente sto cercando di coinvolgere altri in questi pensieri, con un buon grado di compiacimento che devo sempre tenere d'occhio.
7Cosa ho appreso dalle mie debolezze?>RMi è molto difficile rispondere, ho problemi col concetto di debolezza. appendo al muro la domanda e medito.
8In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca?>RMolti mi dicono che esagero, altri ammirano il mio intelletto o forza, con l'amore proprio non sono un asso, ancora troppo presto per rispondere.
9Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale?>RSto viaggiando, studiando il tedesco, conosco e cambio, cerco di focalizzare alcuni punti nelle mie interazioni e osservarmi: guardarmi indietro e vedere come il mio ego prende il sopravvento su di me, molte volte mi sembra di focalizzare bene, ma uso tutto ciò che dicono i maestri spirituali come criterio e ciò dà troppo spazio alla mia mente, devo sentire ma è molto difficile.
10Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini?>RCi sono momenti in cui mi sento saturo di tutto e allora vado a farmi una passeggiata cercare un po' di verde, dell'acqua, gente alla stazione, mi ridà equilibrio, ultimamente avevo trovato un'ossidiana spaccata a metà, e le ho parlato, mi piacciono tanto i gatti che ci sono a casa, quella nera particolarmente perché tira delle zampate da pantera. Mi piacciono tantissimo i cavalli, che ho imparato a conoscere nel sud della Francia, sono belli e maestosi, veloci e potentissimi, vorrei cavalcare un elefante. Alle volte mi sento di lasciare la città e andarmene a piedi chissà dove, ma poi penso al pessimismo cosmico (so per vissuto che quando sono in campagna voglio la città) e mi faccio solo una passeggiata. Gli esseri che mi sono affini meritano amore e ammirazione; zanzare pulci e tortore possono estinguersi domani.
11In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento?>RLa forzatura è dall'insicurezza di una via appena appresa, la mente mi dice no, l'unico buon maestro sei tu, arriverai alla consapevolezza con le tue risorse, non avere fede è per gli stolti, un giorno potrai essere devoto a te stesso! Ma la sentite? La mia reazione è essere ipercritico ma, come hanno sottolineato in molti, è sì osservarsi, ma è anche resistere a me stesso, e come sono critico con me stesso lo sono con gli altri, devo imparare a lasciarmi vivere e, come dice Eckhart Tolle, non prendere la mia mente sul serio.
12Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente?>RMah, il Coro! Solo che mi sento ancora abbastanza separato da questi protestanti tedeschi mi sembrano un po' superficiali, ma come al solito è il mio ego che parla, scommetto che sono tutti lì per la mia stessa ragione. Sì, la separazione del mio ego dal resto del mondo mi fa soffrire e mi blocca nel mettermi in gioco anche coi coetanei, mi sembra di migliorare, però, boh, non so.
13Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no?>RIl Viaggio, ascoltare gli altri, avere feedback, sapere di non sapere, qui ed ora il tempo non è da prendere in considerazione. Posso approfondirli.
14Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche?>RDi cui non ho parlato c'è stata la mia ragazza americana, autolesionista, seducente e molto brava a darmi la colpa di me stesso, mi ha mandato in crisi. Ci ho convissuto anche in Italia per tre mesi. In America l'ho conosciuta dopo sette mesi di relativa solitudine (ritirato nel mio ego e nel terrore di non essere apprezzato e di mettermi in gioco, ci voleva lei per tirarmi in ballo, le sono grato). Da lei so questo:  le ragazze le capisci sempre... dopo.
15Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato?>RSì, sono sano bello e muscoloso, il mio ego è soddisfatto quando le ragazze (o i ragazzi) mi tirano occhiate furtive, ultimamente mi hanno consigliato di parlare con la mia vanità ed esprimerla in modo sano. Sogno molto di guardarmi allo specchio ed interagire con la mia immagine, è assurdo.
16I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati?>RIl mio sogno è di assoluto, ho avuto poco prima dell'ultima crisi dei sogni dove cercavo Dio e credevo di poter raggiungere e parlare col Divino, ma c'era sempre qualcosa che andava storto.
17Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza?>RHo parlato dei presonni molto intensi e di sogni molto lucidi, alcuni involvono lo scendere in profondità di scale, arrampicarsi tra stanze abbandonate, guerre, fuggire, aerei che cadono, incazzarsi con vecchi apatici e cercare di forzare armadietti bianchi senza fortuna, volare e fare salti parabolici di scalinate, creare nuove stanze e nuove porte. Poi, naturalmente, se sento parlare di viaggi astrali, e che il sogno è solo una bolla in un'altra dimensione,  questo mi affascina. Una volta ho provato a farlo da sveglio ed il mio corpo si è messo a girare su se stesso, mentre sentivo le voci degli altri in sala... assurdo.
18L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>RNon ho mai avuto molta costanza nello studio e nella pratica di un'arte, ho usato la camera oscura e la fotografia come attività terapeutica in America e qui in Germania più recentemente, ma non ho serie ambizioni, anche se mi trovo molto a contatto con l'arte e ne
godo.
19Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>R 
20Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"?>RLa stessa cosa, la sto cercando.
21Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"?>RIlluminazione: Il Punto. Liberazione: rimuovere il filtro mente. Vacuità: sarà onomatopeico ma mi sento così. Non dualità:  liberazione, finalmente uno. Meditazione: c'è da lavorare ragazzo!
22Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"?>RUsali quando vuoi, così insieme sono nomi suggestivi poi da soli avranno una storia diversa.
23Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"?>RBella forma, forma pratica, metaforma, David Copperfield.
24In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto?>RLa mia passione sono dibattere ed il sublime naturale: mi sono immerso nell'acqua fredda di settembre, ero dentro e già mi mancava. Mi danno obiettivi a breve termine e nostalgia quando non posso perseguirle.
Tutte le altre passioni le ho ancora da provare.
25Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca?>RLegittimazione narcisistica, poi tutte seghe, ora come ora sono in piena sublimazione, poi non si sa mai.
26Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica?>RTutto limite, voglio togliere il tempo dalla psiche, è ciò su cui vive l'idea di me stesso.
27Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché?>RNon ho abbastanza capacità di discernimento qui ed ora per rispondere, sto cercando di coinvolgere altri in ciò che vedo e non potrei fare altrimenti, il destino ha anche a che fare con me
28Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data?>RVoglio piacere, affascinare, sedurre, il mio codice è dire la verità, alle volte mi piace confondere ma non significa che menta. Mi vincola l'immagine di me stesso (e come la voglio dare agli altri),  l'essere apprezzato per la mia generosità.
29Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente?>RAdesso, spero amore, temo me stesso, gli altri.

30

Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>RBravo – cazzo! – finalmente! 
(scusa, ma rende).

    

12/8/2005 - Risposte di "walla_eh"
1Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere?>RSto ancora vivendo questa età... e non trovo personalità di spicco che riescano ad influenzarmi.
2Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito?>RNon ho mai seguito la mia tradizione di origine... e sinceramente non la conosco.
3Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire?>RLa necessità di una ricerca interiore è sorta quando ho abbandonato il cristianesimo cattolico...
4Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte?>RNel buio della mia stanza leggevo un libro, Afferrando il cielo di Michael Wolf, che mi aiutava a ricercare... sono convinto di aver fatto molti errori in quel periodo, ma hanno scolpito la mia personalità.
5Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione?>RMi hanno attratto libri di ''rivelazione'' quali La verità sul Codice o La linea di sangue del Santo Graal.
6In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri?>RNo.
7Cosa ho appreso dalle mie debolezze?>RChe sono colmabili.
8In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca?>RHo scoperto che non voglio avere legami forti con le genti di questo mondo.
9Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale?>RRiflessione continua e solitaria.
10Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini?>RMi sento come i ghiacciai grandi e possenti ma in deterioramento... ma alla fine avranno un'altra vita nelle acque dei mari... amo riflettere con il rumore della pioggia.
11In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento?>RCristiano gnostico... nessuna debolezza anzi sono contento che dio sia dentro di me come in ogni persona del globo.
12Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente?>RNo.
13Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no?>RSto studiando le tradizioni cristiano cattoliche.
14Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche?>RQuando pensavo di essere in tutto e per tutto uguale agli altri ho scoperto che sono diverso e questo ha cambiato il mio modo di pensare.
15Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato?>RNe è stato migliorato.
16I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati?>RNon riesco mai a ricordare i miei sogni.
17Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza?>RHanno influenzato.
18L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>RNe è stata originata.
19Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>RQualsiasi scoperta influenza la mia ricerca.
20Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"?>RDio: quasi perfezione.
Spirito: immortale.
Verità: cambia ma è dentro di noi.
Conoscenza: infinita.
Saggezza: ---
Amore: da cui non si può prescindere per vivere.
21Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"?>RNon-dualità: non esiste; anima e corpo sono due cose diverse ma complementari.
Liberazione: staccare la spina da tutte le restrizioni e pensare da sé.
22Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"?>RMaestro: non esiste.
Insegnamento segreto: non è segreto.
23Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"?>RMagia: è dentro di noi, in ognuno c'è magia, basta trovarla.
24In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto?>RLe passioni mi hanno tolto i sentimenti tranne l'amore.
25Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca?>RSì.
26Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica?>RLa morte è l'inizio di un'altra vita, la vita dell'anima.
27Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché?>RNo, amo me stesso, un'altra persona e il mondo dove vivo. Il resto mi è indifferente.
28Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data?>RIl mio prossimo è la terra, o meglio, ciò che anima la terra è l'unica cosa che rispetto insieme a me stesso.
29Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente?>RTemo l'uomo... che la sta distruggendo

30

Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>RUn po' lunghetto.

    

7/11/2003 --- Risposte di "Adele"

1Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere?>RInfanzia, adolescenza, giovinezza, me le ricordo come se le avessi attraversate in qualche modo dormendo, e comunque con difficoltà, fatica, e senso di straniamento. Le persone che più mi hanno influenzato sono state i genitori. Gli avvenimenti, uno in particolare che mi ha influenzato più di ogni altro, lo avevo dimenticato, e lo ho poi ricordato, con molto dolore e riluttanza, a trentasei anni.
2Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito?>RCos'è la mia tradizione d'origine? Ricordo di essermi sempre sentita come nella favola del brutto anatroccolo, qualcuno di diverso, ma brutto e incomprensibile per gli altri, e di non essermi mai sentita facente parte né di una tradizione, né, in senso affettivo di appartenenza, di una famiglia . Forse intendi tradizione cattolica? Quella era superficiale e non sentita da alcuno della mia famiglia.
3Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire?>RPotrei descriverla come la mancanza di qualcosa. Come nostalgia di casa (ma quale casa?) come anelito di appartenere e riconoscermi in qualcosa o qualcuno di simile a me. L'ho sentita da sempre. Ho capito che avevo qualche speranza quando ho letto un libro di Steiner e uno di Ramacharaka all'età di ventinove anni.
4Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte?>RLa mia ricerca è cominciata dall'inizio della mia vita, ma non sapevo né cosa né come né dove né perché, né se ero l'unica pazza del villaggio che non si accontentava mai delle cose "normali". Poi è proseguita nello studio di una psicologa, poi con un corso di yoga, poi un cammino di fede con i carismatici, poi ancora seminari, libri, personaggi vari più o meno esoterici, tappe in varie altre confessioni religiose, finché con l'aiuto dei libri di Osho mi sono resa conto che era tutto dentro di me e non c'era più da cercare altrove. Le motivazioni sono sempre le stesse di allora, una fame inestinguibile, una nostalgia senza conforto. Prima cercavo di giustificare con gli altri, ora non cerco più di giustificare nulla. So che chi può capire non ha bisogno di spiegazioni, e chi non può capire non ci arriverebbe neanche con mille spiegazioni. Non credo agli errori.
5Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione?>RTutto mi ha migliorato.
6In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri?>RNon saprei se ne ho fatto subire ad altri, io qualcuno l'ho subito molto tempo fa, a causa delle sciocche credenze di alcuni gruppi "religiosi" come gli evangelisti, che riuscirono a terrorizzarmi col loro diavolo. Ma per pochissimo.
7Cosa ho appreso dalle mie debolezze?>RTutto. E ora le cerco come se fossero profumi che mi indicano la strada da seguire.
8In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca?>RPenso che tutti ci influenziamo a vicenda, anche con una sola frase, o un sorriso, o uno sguardo, pensa un po' con una convivenza o uno scambio duraturo. Ma che tipo di influenza dipende dal grado di comprensione che ognuno di noi ha e dalla visione peculiare che vuole mantenere in quel momento della Vita.
9Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale?>REsse coincidono. È normale che la mia vita quotidiana rispecchi ciò su cui sto lavorando interiormente. Posso solo dire che nella media delle persone che conosco la mia è una vita estremamente solitaria, ma credo che sia molto normale in questi casi.
10Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini?>RSì, sento molta responsabilità per tutti gli esseri, ciò non toglie che il mio rispetto per essi (come per me stessa) non sia per nulla completo e sia invece ancora colmo di lacune, ma amo tutto il creato e ogni cosa che rispecchia la perfezione e la mancanza di esibizione che contraddistingue la mano di dio.
11In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento?>RBoh.
No, sono nell'assoluta impossibilità di professare alcunché. Non credo nella ritualistica e nella ripetitività, poiché uccidono la spontaneità. L'unica cosa che avverto come definitiva è il mutamento e la crescita continua di ogni essere. Mi sento sicurissima del mio modo di procedere, ogni giorno di più. Sì, avverto ancora molte debolezze, più che forzature nel mio modo di procedere, ma esse sono quei profumi di cui ti parlavo prima.
12Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente?>RNo.
13Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no?>RMi attira tremendamente il Tao di Lao Tze, e adoro i poeti persiani del medio evo che ho scoperto da poco, specialmente Rumi e Omar Khayyam, non so se ho scritto giusto, li sento come se fossi io. Sì ho tempo per immergermi nei loro scritti e per cercare di percepire la loro essenza nutrirmi.
14Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche?>RPer spiegare le esperienze interiori, chi le ha provate sa che non ci sono parole adatte per raccontarle senza sminuirle o svuotarle di significato, né onestamente ricordo, senza un qualche appiglio di similitudine, le circostanze in cui si verificarono e si verificano, ma può essere qualunque cosa, anche la più apparentemente banale.
15Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato?>RNe è stato nettamente migliorato.
16I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati?>RSì. Sì.
Due cose mi ricordo in particolare.
Una è che in un periodo ho fatto sognando come un corso di volo, che è iniziato precipitando da una montagna,e facendo il primo tentativo che infatti mi ha impedito di schiantarmi, e poi è continuato perfezionandosi sempre più e arrivando a sfruttare le correnti d'aria. Poi è terminato definitivamente una volta che insegnai a mio figlio a volare. (Mi manca).
Un'altra, che è viceversa, è che ho sempre sognato fin da piccola di aver perso le scarpe e di trovarmi in situazioni imbarazzanti e cercarle affannosamente, mentre l'ultima volta che l'ho sognato, che risale ad alcune settimane fa, mi sono detta: ma con le scarpe o senza scarpe che differenza fa? e mi sono tranquillizzata e non le ho più cercate.
17Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza?>RSì.
18L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>RA volte ne è stata originata, ma non so se chiamarla proprio ispirazione artistica. A volte scrivo.
19Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>RA me piace seguire un metodo che io chiamo scientifico per scoprire le cose della vita quotidiana, materiale, o emotiva, o mentale, nel senso che da tempo non "credo" più a niente senza sperimentarlo da me. Non so se fosse questo il senso della domanda.
Peraltro le scoperte scientifiche (diciamo da premi nobel, per intenderci) le vivo come se fossero cose che necessariamente l'umanità disvela nel suo cammino, credendo di aver fatto una scoperta sensazionale, ma è solo qualcosa che c'è sempre stato di cui non ci si accorgeva prima, e comunque non è certo l'uomo capace di farla, ma solo di riuscire a vederla, senza conoscerne né l'origine né lo scopo.
20Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"?>RTutte la stessa cosa, gioia e libertà.
21Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"?>R.....................
22Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"?>RTappe, ma ancora più spesso modi di circuire gli ingenui o gli amanti dell'esibizione.
23Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"?>RIdem come sopra.
24In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto?>RMi danno ancora molto, quanto può dare un luna park a un bambino curioso e desideroso di divertimento. Tolgono proprio esattamente quanto danno, secondo me. È come se ci fosse un pentolone pieno di queste emozioni, a cui ognuno può attingere se lo desidera, ma quanto prende per godere per sé, tanto deve poi restituire in sofferenza per far sì che la quantità sia sempre uguale per tutti.Credo che le sole emozioni di cui si possa godere gratis siano quelle che la Vita ti porta senza che tu le abbia né desiderate né cercate.
25Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca?>RCerto.
26Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica?>RLe penso come cicli naturali, uguali a quelli di tutto il creato, ivi compresi animali, piante, minerali,terra e cielo. E anche un'altra cosa, non capisco come alcuni possano rimpiangere tempi passati. Per me il momento attuale da un pezzo è il più bello che abbia mai vissuto. È come se nell'infanzia, adolescenza e giovinezza il mio essere fosse come una casa spoglia, che man mano io ho ristrutturato, imbiancato, e poi cominciato ad arredare con pezzi trovati durante i miei viaggi, o regalati da persone che mi hanno voluto bene. E ora finalmente è accogliente, e non vedo come, con l'andar del tempo, possa non diventarlo sempre più.
La morte? Non vedo l'ora di vedere dal vivo che succede veramente.
27Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché?>RDiciamo che non mi pongo il problema. Se capita che sento di far qualcosa la faccio, se capita che non ho voglia di far nulla, anche se la difficoltà è palese, seguo comunque il mio sentire senza pensarci più.
28aChi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti?>RIl mio codice è la verità del momento, la più pura che riesco a percepire, e quella sola seguo. La parola data cerco di seguirla sempre con i bambini, perché so che per loro una promessa è qualcosa su cui contano ciecamente, ma se le cose dentro di me dovessero cambiare radicalmente, allora non la seguo più.
Il mio prossimo è il mio prossimo, lo dice la parola. Il più prossimo di tutti sono io,ovviamente.
28bQual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data?>R
29Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente?>RL'avvenire mi lascia indifferente. È nelle mani della vita e io non ne so e non ne posso sapere nulla, dunque non me ne preoccupo.

30

Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>RChe è un modo per comunicare con te, che mi sei piaciuto da alcune cose che ho letto sul sito, specie quella sul nutrimento dolce (o qualcosa di simile).
Ciao.

   

20/6/2001 --- Risposte di "Vincent"

1Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere?>RLa mia infanzia l'ho vissuta quasi sempre con i nonni, per via della malattia di mio padre che non permetteva ai miei di stare molto con me. L'adolescenza l'ho passata chiusa nella mia stanza a piangermi addosso per quello che ero, per quello che avrei voluto essere e fare, e per quello che non riuscivo a fare. La giovinezza la sto riscoprendo ora che mi sto aprendo al mondo piano piano, anche se sempre con molta fatica, non si può cambiare da un giorno all'altro. Quando andavo alle superiori ciò che ha influenzato maggiormente il mio modo di vivere è stata la passione per l'occulto, infatti mi ci sono buttato come non ho mai fatto per nessun'altra cosa. Ciò che mi ha sempre fregato è stata l'impazienza e quindi mi sono bloccato di fronte alle delusioni che ne conseguivano. Poi è venuto l'amore.... l'amore che pensavo non sarei mai riuscito ad avere, mi sono sempre chiesto se sarebbe mai stato possibile per qualcuno amarmi, e così è stato... anche se inesperto quale ero non immaginavo che i "ti amo" possono anche non durare per sempre...
2Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito?>RSono nato in India e sono stato adottato da una famiglia italiana di borghesia media totalmente invasata di cattolicesimo. Durante l'infanzia ho vissuto la religione come paura, dovere e dogmatismo. Andare a messa la domenica, dire la preghierina quando ci si alza la mattina, prima di pranzo, quando si va a dormire alla sera ecc..... Durante l'adolescenza, in quel periodo in cui ci si mette in contrasto con tutto il mondo, non solo ho rifiutato il cattolicesimo, ma mi sono dato, per protesta contro quel dio che pensavo di poter distruggere, a pratiche sataniste. Dal satanismo sono passato alle "più semplici" sedute spiritiche, poi sono stato attirato alla meditazione da alcuni libri, poi infine ho scoperto che esisteva la possibilità di fare viaggi astrali e ho cominciato a praticare meditazione e yoga. Lo yoga mi ha sempre affascinato, sarà forse perché le mie origini sono indiane... ma???? Comunque ora non pratico lo yoga per viaggi astrali o altro... ma più per ritrovare un equilibrio.
3Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire?>RIl punto cruciale, se si può definire così, è stato un film, di cui non ricordo il titolo, in cui in una scena la protagonista sveniva e usciva dal proprio corpo per andare a trovare un amico. In quell'istante senza sapere cosa fossero OOBE [out of the body experience], LD [lucid dream] ecc... mi sono detto: "io uscirò dal mio corpo".
Poi ho comprato un libro, "Il viaggio astrale" è il titolo (guarda caso), ma ingenuo come ero (e sono) pensavo sarei stato fuori dal mio corpo entro una settimana, e così via, pianificavo un futuro fatto di poteri paranormali, avventure mozzafiato, e cambiamenti radicali della mia vita.
Con il passare del tempo, dopo abbandoni e riprese mi sono reso conto che le cose non sono poi così semplici, e mi sono interessato alla meditazione, prima come forma di allenamento per la concentrazione, poi come inizio di ricerca spirituale (sempre finalizzata a viaggi astrali). Nel frattempo vedendo che non ottenevo nessun risultato in questo campo, mi diedi alla cartomanzia, alle visioni nello specchio e nella sfera (ho passato un'estate intera a fare riti su riti con quella benedetta sfera... beata gioventù... ^_^) e chi più ne ha più ne metta.
A volte sentivo il bisogno di ritornare al mio scopo originale, altre volte di abbandonare tutto e cercare qualcosa di nuovo. E ancora ora è così.
Da quando pratico lo yoga (da ottobre circa del 2000) comincio a sentire cambiamenti sempre più rilevanti, le paure per esempio stanno piano piano scomparendo, anche se a volte ho molti blocchi energetici, dovrò lavorare molto su me stesso.
4Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte?>RCome ho già detto, prima la mia ricerca era finalizzata ai viaggi astrali, poi alle visioni con la sfera, poi la cartomanzia, ecc...
Non ho mai cercato un maestro, ho ancora un po' di riluttanza a rivolgermi a qualcuno, forse però almeno un buon maestro yoga non sarebbe male. Per  quanto riguarda gli altri, non ne ho mai parlato apertamente... se non per quanto riguarda le carte, quindi non mi sono mai dovuto giustificare.
5Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione?>R
Sono stato molto favorito dai libri sullo Yoga che mi diede una mia amica ad ottobre. Altre volte ho solo inseguito chimere, bastava che su un libro ci fosse una scritta del tipo "ottenete in breve risultati con pochi minuti di esercizio al giorno" e io subito spendevo chissà quanto per comprarlo.
6In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri?>R
Dalle mie debolezze ho appreso che ne ho veramente tante, una per esempio è la mia estrema sospettosità, a volte penso che nessuno sarà mai in grado di accettarmi per quello che sono e quindi rimango freddo e distaccato nei confronti della gente, non permettendo loro di conoscermi per quello che sono veramente.
Di esperienze spirituali non ne ho avute mai di eclatanti, anche se qualche anno fa cercavo quel tipo di cose che accadono più spesso nei film che nella realtà (per esempio la comparsa di angeli luminosi, di segni nel cielo ecc...). Ora sono convinto che la mia strada deve essere costruita pezzettino per pezzettino, per quanto minuscolo sia, sarà sempre importante.
7Cosa ho appreso dalle mie debolezze?>R
8In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca?>RNon ho mai trovato qualcuno vicino che fosse legato a me dalla stessa ricerca, o forse non l'ho mai voluto vedere, non so.
Comunque vivendo in ambiente prevalentemente cattolico non mi sono mai curato di scoprire se qualcuno la pensava come me, ho sempre lasciato gli altri alla loro vita e ho sempre pensato che se volevo ottenere qualcosa dovevo pensare da solo e soprattutto farmi gli affari miei.
9Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale?>R
Al momento il rapporto tra la mia ricerca spirituale e la quotidianità è minima, a volte riesco a calmare molto le mie tensioni e a vivere bene con me stesso, ma quando la vita mi fa star male non riesco a dedicarmi al mio viaggio spirituale, rimango troppo preso dalle mie angosce quotidiane.
10Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini?>R 
11In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento?>RAttualmente non credo esista un dio nel senso monoteista del termine, e sinceramente non sento neanche il bisogno che esista un dio, credo di più che l'universo sia una grossa massa di energia sottile e pesante che si compenetra e dà vita ai diversi modi di essere. Diciamo che non mi toccano i discorsi altrui, vado abbastanza per la mia strada, mi spiace solo vedere gente che obbliga i propri figli a professare religioni che non professerebbero mai se non fossero così influenzati.
12Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente?>RNon faccio parte di nessuno gruppo. A volte mi piacerebbe ma non credo alla serietà della maggior parte dei gruppi spirituali.
13Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no?>RMi attirano molto le filosofie buddiste, e in generale i modi di pensare che coinvolgono l'energia.
14Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche?>R 
15Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato?>RIl mio stato di salute fisica sta cambiando piano piano, sto diventando più attivo.
16I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati?>RLa maggior parte dei sogni che faccio non riesco a ricordarli anche per via della stanchezza psicofisica che sento la maggior parte dei giorni.
17Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza?>RNon ho mai raggiunto coscientemente stati alterati della coscienza.
18L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>R 
19Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>R 
20Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"?>R
Dio: illusione
Spirito: libertà
Verità: soggettiva
Conoscenza: scopo dell'uomo
Saggezza: rara virtù
Amore: alto e difficile ideale
21Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"?>R
Sé: egoismo
Illuminazione: totale liberazione del sé egoista
Liberazione: illuminazione
Vacuità: tutto ciò che non è o quasi
Non dualità: unione
Meditazione: liberazione della mente
22Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"?>R
Maestro: insegnante con esperienza
Esoterismo: tutto ciò che ha a che fare con lo spirito
Insegnamento segreto: conosciuto da pochi
Iniziazione: inizio di un percorso
23Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"?>RRituale: ripetizione
Scienze tradizionali: occidente
Mondo sottile: energia che vibra molto velocemente
Magia: utilizzo dell'energia
24In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto?>R 
25Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca?>RNo.
26Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica?>R
La vecchiaia è inevitabile. La malattia che porta alla morte con dolore mi spaventa ma so che secondo le leggi del karma rappresenta la liberazione dalle proprie colpe. La morte è semplicemente la fine della vita biologica e basta.
27Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché?>R
Per ora no, anche perché ho ancora talmente tanti di quei problemi su me stesso che non credo di essere in grado di badare agli altri.
28Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data?>RAltri corpi di energia, mi sento obbligato in maniera minima.
29Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente?>RMi propongo una crescita graduale, spero di riuscire a raggiungere alcuni dei miei obiettivi, temo la malattia e il dolore, mi lascia indifferente la morte, anzi mi affascina.

30

Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>RInteressante; sono riuscito  a scrivere più di quanto pensavo.

   

23/5/2001 --- Risposte di "qumran8"

1Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere?>RIn modo gioioso, godendo della Natura e di due genitori che mi hanno trasmesso l'amore per la lettura e l'ironia.
2Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito?>RLa mia tradizione è l'ermetismo. Non credo di essere stato influenzato in nulla perché nella mia famiglia le influenze proiettive sono state sempre abiurate.
3Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire?>RLe voci e le uscite dal corpo le facevo sin da piccolo in modo giocoso... poi tutto il resto è venuto con i segni.
4Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte?>RNon ho mai giustificato nulla e a nessuno, nemmeno a me stesso.
5Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione?>RHo sempre evitato le ricette facili di cambiamento... la nigredo l'ho vissuta in modo serio.
6In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri?>RI condizionamenti siamo noi che li vogliamo se non ci rendiamo conto che introiettiamo.
7Cosa ho appreso dalle mie debolezze?>RL'umanità.
8In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca?>RQuella di essere vicino... il fiato caldo per intenderci. Anche a chi non ha mai sentito il desiderio di una ricerca interiore e l'assenza della forma.
9Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale?>RNon c'è cambiamento alcuno se la vita non si modifica su tutti i piani.
10Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini?>RGli animali mi sono sempre piaciuti, evito i comportamenti etologici... mi sono lontani.
11In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento?>RLa mia religione è la vibrazione.
12Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente?>RNo.
13Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no?>RSì, credo che la verità trascenda.
14Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche?>RL'ascesa della Kundalini.
15Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato?>RMigliorato.
16I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati?>RSì, ma ho imparato a distinguere tra i sogni dell'Io e quelli del sé.
17Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza?>RNo.
18L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>RInfluenzata.
19Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata?>RNo.
20Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"?>RUnione.
21Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"?>RUnione.
22Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"?>RRituali analogici.
23Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"?>RI palazzi Inferiori.
24In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto?>RIl tormento.
25Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca?>RSì, indirettamente.
26Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica?>RPenso che se vivessimo tutti nel presente come se dovessimo morire domani faremmo cose migliori.
27Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché?>RSì se le vibrazioni sono buone.
28aChi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti?>RTutti anche tu che proponi il test.
28bQual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data?>RL'onestà che di questi tempi è un difetto grave.
29Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente?>RNon ho avvenire, perché posso morire domani.

30

Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>RSpero che serva.

Per rispondere anche tu al questionario, fa' clic qui

    

 

Se vuoi invia un commento, specificando da che pagina scrivi:

scrivi@superzeko.net

Sommario