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RISPOSTE AL QUESTIONARIO SULLA RICERCA INTERIORE

 Annamaria Bortolan - Nicolò - walla_eh - Adele - Vincent - qumran8

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24/4/2008  - Risposte di Annamaria Bortolan
Insegnante e autrice del volume I simboli del sacro (Ananke, Torino, 2007), ha risposto a tre sole domande.
1 Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere? >R -
2 Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito? >R -
3 Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire? >R -
4 Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte? >R -
5 Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione? >R -
6 In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri? >R -
7 Cosa ho appreso dalle mie debolezze? >R -
8 In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca? >R È difficile rispondere a questa domanda per il fatto che talvolta condizioniamo e siamo condizionati dagli altri in maniera non completamente intenzionale. Con persone particolarmente fragili, basta una parola di troppo per scatenare una crisi; generalmente ho dovuto constatare che le persone non vivono sinceramente e pienamente la propria spiritualità. C'è molta ipocrisia in giro, il rapporto interpersonale oggigiorno è spesso improntato allo sfruttamento, al do ut des, senz'anima, senz'altro obiettivo che il proprio egoistico interesse.
9 Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale? >R La spiritualità non può non essere al centro della vita per il fatto che essa rappresenta l'unico baluardo sicuro nella transitorietà e nell'impermanenza quotidiane.
10 Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini? >R La responsabilità è totale. Tutti noi siamo custodi del creato e non possiamo permetterci di danneggiare la bellezza che ci circonda e che ci invita ad uno sguardo attento dentro di noi, al fine che quanto di buono e di bello esiste all'interno possa esteriorizzarsi, armonizzandosi con la natura e col mondo.
11 In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento? >R -
12 Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente? >R -
13 Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no? >R -
14 Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche? >R -
15 Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato? >R -
16 I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati? >R -
17 Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza? >R -
18 L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R -
19 Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R -
20 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"? >R -
21 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"? >R -
22 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"? >R -
23 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"? >R -
24 In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto? >R -
25 Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca? >R -
26 Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica? >R -
27 Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché? >R -
28 Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data? >R -
29 Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente? >R -

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Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>R -

      

28/9/2006  - Risposte di "Nicolò"
1 Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere? >R L'infanzia è stata noiosa, piena di attesa e volontà di isolamento dagli altri bambini che non contemplavano abbastanza il futuro, ho avuto indietro quel che cercavo. In famiglia ho avuto tanto amore ma anche troppa televisione, l'idealizzazione massima del mio milieu è stata a 14 anni quando l'abbiamo tolta. Mi ricordo i miei genitori più introversi di adesso. A 16 anni ho avuto un'estate di vera spensieratezza, ma poi le bugie, i cattivi voti a scuola, la pigrizia e il perenne stato di coscienza alterata sono venuti fuori col senso di colpa, finché son partito per gli Stati Uniti è sempre stato un oscillare tra perdizione e ritiro monastico (anche per tirar su le materie). Tra i dieci anni e adesso ho letto tanti romanzi che mi hanno dato un ideale poetico di vita e dei parametri più alti per considerare e perseguire le esperienze umane. Con gli amici la celebrazione del gruppo è finita dopo poco, ho idealizzato un'amica d'infanzia e con lei mi trovo veramente bene ma poi è sempre difficile non innamorarmi (dovrei imparare dai kibbutz). Il viaggio in America di un anno mi ha dato voglia di viaggiare ulteriormente e vedere nuove forme, per capire e vedermi in modi sempre nuovi.
2 Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito? >R La montagna, i sassi,  l'erba e il torrente, le campane, il muschio, gli odori delle stagioni, il cielo, la neve sciolta, i narcisi e le betulle. Il lago, i partigiani, la nonna e il nonno, la baita e i racconti dei grandi. Il tutto dalla mia parte paterna, la mamma è di Monza... ma anche lei è dipendente dalla baita anche se alle volte si lagna (solo un rito). Tutto questo mi ha dato una base sicura di bellezza e unione familiare, tutti i miei parenti sono simpaticissimi, la nonna è un esempio formidabile di matriarca, il nonno era un insegnante ma mi ricordo pochi discorsi, più la sua presenza. Con mio fratello (22) dopo vari anni passati ad inzigarci andiamo d'accordo e parliamo profondamente quando ne abbiamo l'occasione, ma ultimamente mi sono accorto di quanto non lo capisca. In molte cose siamo comunque molto fratelli, l'immagine di lui è: sdraiato al sole a pancia in su con le gambe distese e incrociate, le mani dietro la testa come se solo lui sapesse godersi il sole così appieno. Mia sorella è l'elemento puntiglioso di femminilità e preadolescenza creativa, adesso ha 13 anni, disegna e sa benissimo l'inglese, sono orgoglioso di essere suo fratello maggiore.
3 Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire? >R Alla base c'è anche un elemento di vanità e separazione, ciò che vedevo nella mia infanzia, dall'altro ci sono le letture, romanzi come Narciso e Boccadoro o Gli Elisir del diavolo mi hanno commosso e reso invidioso della devozione, la mia mente si è sempre opposta all' idea della fede ma essa si sta insinuando e voglio disintegri il mio superfluo. Ho sempre avuto una fascinazione verso la spiritualità e l'introspezione, la speculazione pura, la fantasia e l' amore, liberare me stesso è ciò che voglio perseguire e non può essere altrimenti guardando a ciò che mi opprime e mi rende insoddisfatto: il tempo, la mia vanità, il non poter non giudicare, non poter amare, non lasciarmi vivere e non lasciar vivere.
Un elemento importante di mistero sono delle intense esperienze energetiche nei presonni dove sento scosse elettriche intense, sensazioni di caduta, suoni, canzoni, voci, e molte volte la sensazione di impazzire totalmente (psiche compromessa dalla vibrazione intensissima), il tutto anche associato a sogni molto lucidi (mi sveglio con l'energia che vibra sulla retina ed il cervello che pompa come il cuore. 
In Francia ho conosciuto un Viaggiatore che parlava sette lingue, aveva gli occhi di due colori, mi ha parlato di punto e dispersione e mi ha detto di aver conosciuto il divino.
4 Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte? >R Mio padre è sempre stato una fonte di consapevolezza, ha molte parole a che fare con la volontà individuale, sempre poco metafisico, studia psicosintesi e spiritualità con prospettiva agnostica, abbiamo molte coincidenze di pensiero. Alle superiori ho avuto un ottimo strumento di interpretazione dell'adolescenza (avevo 18 anni) ed è stato Bell'età di Charmet, dato da leggere e presentare alla classe da quel cocciuto relativista del prof. Signorelli.
Adesso vivo in Germania da sei mesi, un mese fa sono stato in Italia (Amburgo-Verbania e ritorno in autostop), ho letto Viaggi di Michael Crichton, che mi ha dato una buona prima interpretazione di ciò che è il paranormale e di cosa lo definisce tale.
Poi consigliato da un mio caro amico sono andato ad un incontro di diksha, dove quattro persone trasmettevano questa energia che guarisce dalla separazione e porta senso di unità col tutto, è stato molto intenso e ha demolito (beh, non tutto) il mio scetticismo.
Il tutto è partito da una crisi dove sentivo la limitatezza della mente, del mio giudizio e dei termini classici e scientifici d'interpretazione del mondo. Da qui è partita la carriera verso me stesso senza ossessioni temporali. Ultimamente mi sto concentrando verso Eckhart Tolle, Jiddu Krishnamurti e la Psicologia Trascendentale. Non indifferente è l'esperienza appena incominciata del Coro in una chiesa protestante: prima esperienza di canto di chiesa, e di gruppo. Qui mi sono imbattuto sul Dies Irae che mi ha portato su questo sito. Sento il Dies Irae molto connesso con i pensieri e i problemi che ho intravisto in me stesso ultimamente.
5 Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione? >R Troppo presto per rispondere a questa domanda.
6 In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri? >R Gli shock sono relativi prima a esperienze energetiche col diksha, sentendo la sofferenza mia e universale, poi fenomeni energetici notturni semicoscienti, e l'idea di eliminare la mente, il tempo, e vivere il momento. Non so, ultimamente sto cercando di coinvolgere altri in questi pensieri, con un buon grado di compiacimento che devo sempre tenere d'occhio.
7 Cosa ho appreso dalle mie debolezze? >R Mi è molto difficile rispondere, ho problemi col concetto di debolezza. appendo al muro la domanda e medito.
8 In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca? >R Molti mi dicono che esagero, altri ammirano il mio intelletto o forza, con l'amore proprio non sono un asso, ancora troppo presto per rispondere.
9 Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale? >R Sto viaggiando, studiando il tedesco, conosco e cambio, cerco di focalizzare alcuni punti nelle mie interazioni e osservarmi: guardarmi indietro e vedere come il mio ego prende il sopravvento su di me, molte volte mi sembra di focalizzare bene, ma uso tutto ciò che dicono i maestri spirituali come criterio e ciò dà troppo spazio alla mia mente, devo sentire ma è molto difficile.
10 Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini? >R Ci sono momenti in cui mi sento saturo di tutto e allora vado a farmi una passeggiata cercare un po' di verde, dell'acqua, gente alla stazione, mi ridà equilibrio, ultimamente avevo trovato un'ossidiana spaccata a metà, e le ho parlato, mi piacciono tanto i gatti che ci sono a casa, quella nera particolarmente perché tira delle zampate da pantera. Mi piacciono tantissimo i cavalli, che ho imparato a conoscere nel sud della Francia, sono belli e maestosi, veloci e potentissimi, vorrei cavalcare un elefante. Alle volte mi sento di lasciare la città e andarmene a piedi chissà dove, ma poi penso al pessimismo cosmico (so per vissuto che quando sono in campagna voglio la città) e mi faccio solo una passeggiata. Gli esseri che mi sono affini meritano amore e ammirazione; zanzare pulci e tortore possono estinguersi domani.
11 In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento? >R La forzatura è dall'insicurezza di una via appena appresa, la mente mi dice no, l'unico buon maestro sei tu, arriverai alla consapevolezza con le tue risorse, non avere fede è per gli stolti, un giorno potrai essere devoto a te stesso! Ma la sentite? La mia reazione è essere ipercritico ma, come hanno sottolineato in molti, è sì osservarsi, ma è anche resistere a me stesso, e come sono critico con me stesso lo sono con gli altri, devo imparare a lasciarmi vivere e, come dice Eckhart Tolle, non prendere la mia mente sul serio.
12 Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente? >R Mah, il Coro! Solo che mi sento ancora abbastanza separato da questi protestanti tedeschi mi sembrano un po' superficiali, ma come al solito è il mio ego che parla, scommetto che sono tutti lì per la mia stessa ragione. Sì, la separazione del mio ego dal resto del mondo mi fa soffrire e mi blocca nel mettermi in gioco anche coi coetanei, mi sembra di migliorare, però, boh, non so.
13 Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no? >R Il Viaggio, ascoltare gli altri, avere feedback, sapere di non sapere, qui ed ora il tempo non è da prendere in considerazione. Posso approfondirli.
14 Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche? >R Di cui non ho parlato c'è stata la mia ragazza americana, autolesionista, seducente e molto brava a darmi la colpa di me stesso, mi ha mandato in crisi. Ci ho convissuto anche in Italia per tre mesi. In America l'ho conosciuta dopo sette mesi di relativa solitudine (ritirato nel mio ego e nel terrore di non essere apprezzato e di mettermi in gioco, ci voleva lei per tirarmi in ballo, le sono grato). Da lei so questo:  le ragazze le capisci sempre... dopo.
15 Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato? >R Sì, sono sano bello e muscoloso, il mio ego è soddisfatto quando le ragazze (o i ragazzi) mi tirano occhiate furtive, ultimamente mi hanno consigliato di parlare con la mia vanità ed esprimerla in modo sano. Sogno molto di guardarmi allo specchio ed interagire con la mia immagine, è assurdo.
16 I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati? >R Il mio sogno è di assoluto, ho avuto poco prima dell'ultima crisi dei sogni dove cercavo Dio e credevo di poter raggiungere e parlare col Divino, ma c'era sempre qualcosa che andava storto.
17 Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza? >R Ho parlato dei presonni molto intensi e di sogni molto lucidi, alcuni involvono lo scendere in profondità di scale, arrampicarsi tra stanze abbandonate, guerre, fuggire, aerei che cadono, incazzarsi con vecchi apatici e cercare di forzare armadietti bianchi senza fortuna, volare e fare salti parabolici di scalinate, creare nuove stanze e nuove porte. Poi, naturalmente, se sento parlare di viaggi astrali, e che il sogno è solo una bolla in un'altra dimensione,  questo mi affascina. Una volta ho provato a farlo da sveglio ed il mio corpo si è messo a girare su se stesso, mentre sentivo le voci degli altri in sala... assurdo.
18 L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R Non ho mai avuto molta costanza nello studio e nella pratica di un'arte, ho usato la camera oscura e la fotografia come attività terapeutica in America e qui in Germania più recentemente, ma non ho serie ambizioni, anche se mi trovo molto a contatto con l'arte e ne
godo.
19 Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R  
20 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"? >R La stessa cosa, la sto cercando.
21 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"? >R Illuminazione: Il Punto. Liberazione: rimuovere il filtro mente. Vacuità: sarà onomatopeico ma mi sento così. Non dualità:  liberazione, finalmente uno. Meditazione: c'è da lavorare ragazzo!
22 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"? >R Usali quando vuoi, così insieme sono nomi suggestivi poi da soli avranno una storia diversa.
23 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"? >R Bella forma, forma pratica, metaforma, David Copperfield.
24 In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto? >R La mia passione sono dibattere ed il sublime naturale: mi sono immerso nell'acqua fredda di settembre, ero dentro e già mi mancava. Mi danno obiettivi a breve termine e nostalgia quando non posso perseguirle.
Tutte le altre passioni le ho ancora da provare.
25 Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca? >R Legittimazione narcisistica, poi tutte seghe, ora come ora sono in piena sublimazione, poi non si sa mai.
26 Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica? >R Tutto limite, voglio togliere il tempo dalla psiche, è ciò su cui vive l'idea di me stesso.
27 Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché? >R Non ho abbastanza capacità di discernimento qui ed ora per rispondere, sto cercando di coinvolgere altri in ciò che vedo e non potrei fare altrimenti, il destino ha anche a che fare con me
28 Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data? >R Voglio piacere, affascinare, sedurre, il mio codice è dire la verità, alle volte mi piace confondere ma non significa che menta. Mi vincola l'immagine di me stesso (e come la voglio dare agli altri),  l'essere apprezzato per la mia generosità.
29 Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente? >R Adesso, spero amore, temo me stesso, gli altri.

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Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>R Bravo – cazzo! – finalmente! 
(scusa, ma rende).

    

12/8/2005 - Risposte di "walla_eh"
1 Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere? >R Sto ancora vivendo questa età... e non trovo personalità di spicco che riescano ad influenzarmi.
2 Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito? >R Non ho mai seguito la mia tradizione di origine... e sinceramente non la conosco.
3 Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire? >R La necessità di una ricerca interiore è sorta quando ho abbandonato il cristianesimo cattolico...
4 Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte? >R Nel buio della mia stanza leggevo un libro, Afferrando il cielo di Michael Wolf, che mi aiutava a ricercare... sono convinto di aver fatto molti errori in quel periodo, ma hanno scolpito la mia personalità.
5 Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione? >R Mi hanno attratto libri di ''rivelazione'' quali La verità sul Codice o La linea di sangue del Santo Graal.
6 In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri? >R No.
7 Cosa ho appreso dalle mie debolezze? >R Che sono colmabili.
8 In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca? >R Ho scoperto che non voglio avere legami forti con le genti di questo mondo.
9 Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale? >R Riflessione continua e solitaria.
10 Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini? >R Mi sento come i ghiacciai grandi e possenti ma in deterioramento... ma alla fine avranno un'altra vita nelle acque dei mari... amo riflettere con il rumore della pioggia.
11 In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento? >R Cristiano gnostico... nessuna debolezza anzi sono contento che dio sia dentro di me come in ogni persona del globo.
12 Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente? >R No.
13 Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no? >R Sto studiando le tradizioni cristiano cattoliche.
14 Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche? >R Quando pensavo di essere in tutto e per tutto uguale agli altri ho scoperto che sono diverso e questo ha cambiato il mio modo di pensare.
15 Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato? >R Ne è stato migliorato.
16 I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati? >R Non riesco mai a ricordare i miei sogni.
17 Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza? >R Hanno influenzato.
18 L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R Ne è stata originata.
19 Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R Qualsiasi scoperta influenza la mia ricerca.
20 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"? >R Dio: quasi perfezione.
Spirito: immortale.
Verità: cambia ma è dentro di noi.
Conoscenza: infinita.
Saggezza: ---
Amore: da cui non si può prescindere per vivere.
21 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"? >R Non-dualità: non esiste; anima e corpo sono due cose diverse ma complementari.
Liberazione: staccare la spina da tutte le restrizioni e pensare da sé.
22 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"? >R Maestro: non esiste.
Insegnamento segreto: non è segreto.
23 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"? >R Magia: è dentro di noi, in ognuno c'è magia, basta trovarla.
24 In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto? >R Le passioni mi hanno tolto i sentimenti tranne l'amore.
25 Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca? >R Sì.
26 Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica? >R La morte è l'inizio di un'altra vita, la vita dell'anima.
27 Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché? >R No, amo me stesso, un'altra persona e il mondo dove vivo. Il resto mi è indifferente.
28 Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data? >R Il mio prossimo è la terra, o meglio, ciò che anima la terra è l'unica cosa che rispetto insieme a me stesso.
29 Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente? >R Temo l'uomo... che la sta distruggendo

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Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>R Un po' lunghetto.

    

7/11/2003 --- Risposte di "Adele"

1 Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere? >R Infanzia, adolescenza, giovinezza, me le ricordo come se le avessi attraversate in qualche modo dormendo, e comunque con difficoltà, fatica, e senso di straniamento. Le persone che più mi hanno influenzato sono state i genitori. Gli avvenimenti, uno in particolare che mi ha influenzato più di ogni altro, lo avevo dimenticato, e lo ho poi ricordato, con molto dolore e riluttanza, a trentasei anni.
2 Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito? >R Cos'è la mia tradizione d'origine? Ricordo di essermi sempre sentita come nella favola del brutto anatroccolo, qualcuno di diverso, ma brutto e incomprensibile per gli altri, e di non essermi mai sentita facente parte né di una tradizione, né, in senso affettivo di appartenenza, di una famiglia . Forse intendi tradizione cattolica? Quella era superficiale e non sentita da alcuno della mia famiglia.
3 Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire? >R Potrei descriverla come la mancanza di qualcosa. Come nostalgia di casa (ma quale casa?) come anelito di appartenere e riconoscermi in qualcosa o qualcuno di simile a me. L'ho sentita da sempre. Ho capito che avevo qualche speranza quando ho letto un libro di Steiner e uno di Ramacharaka all'età di ventinove anni.
4 Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte? >R La mia ricerca è cominciata dall'inizio della mia vita, ma non sapevo né cosa né come né dove né perché, né se ero l'unica pazza del villaggio che non si accontentava mai delle cose "normali". Poi è proseguita nello studio di una psicologa, poi con un corso di yoga, poi un cammino di fede con i carismatici, poi ancora seminari, libri, personaggi vari più o meno esoterici, tappe in varie altre confessioni religiose, finché con l'aiuto dei libri di Osho mi sono resa conto che era tutto dentro di me e non c'era più da cercare altrove. Le motivazioni sono sempre le stesse di allora, una fame inestinguibile, una nostalgia senza conforto. Prima cercavo di giustificare con gli altri, ora non cerco più di giustificare nulla. So che chi può capire non ha bisogno di spiegazioni, e chi non può capire non ci arriverebbe neanche con mille spiegazioni. Non credo agli errori.
5 Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione? >R Tutto mi ha migliorato.
6 In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri? >R Non saprei se ne ho fatto subire ad altri, io qualcuno l'ho subito molto tempo fa, a causa delle sciocche credenze di alcuni gruppi "religiosi" come gli evangelisti, che riuscirono a terrorizzarmi col loro diavolo. Ma per pochissimo.
7 Cosa ho appreso dalle mie debolezze? >R Tutto. E ora le cerco come se fossero profumi che mi indicano la strada da seguire.
8 In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca? >R Penso che tutti ci influenziamo a vicenda, anche con una sola frase, o un sorriso, o uno sguardo, pensa un po' con una convivenza o uno scambio duraturo. Ma che tipo di influenza dipende dal grado di comprensione che ognuno di noi ha e dalla visione peculiare che vuole mantenere in quel momento della Vita.
9 Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale? >R Esse coincidono. È normale che la mia vita quotidiana rispecchi ciò su cui sto lavorando interiormente. Posso solo dire che nella media delle persone che conosco la mia è una vita estremamente solitaria, ma credo che sia molto normale in questi casi.
10 Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini? >R Sì, sento molta responsabilità per tutti gli esseri, ciò non toglie che il mio rispetto per essi (come per me stessa) non sia per nulla completo e sia invece ancora colmo di lacune, ma amo tutto il creato e ogni cosa che rispecchia la perfezione e la mancanza di esibizione che contraddistingue la mano di dio.
11 In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento? >R Boh.
No, sono nell'assoluta impossibilità di professare alcunché. Non credo nella ritualistica e nella ripetitività, poiché uccidono la spontaneità. L'unica cosa che avverto come definitiva è il mutamento e la crescita continua di ogni essere. Mi sento sicurissima del mio modo di procedere, ogni giorno di più. Sì, avverto ancora molte debolezze, più che forzature nel mio modo di procedere, ma esse sono quei profumi di cui ti parlavo prima.
12 Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente? >R No.
13 Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no? >R Mi attira tremendamente il Tao di Lao Tze, e adoro i poeti persiani del medio evo che ho scoperto da poco, specialmente Rumi e Omar Khayyam, non so se ho scritto giusto, li sento come se fossi io. Sì ho tempo per immergermi nei loro scritti e per cercare di percepire la loro essenza nutrirmi.
14 Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche? >R Per spiegare le esperienze interiori, chi le ha provate sa che non ci sono parole adatte per raccontarle senza sminuirle o svuotarle di significato, né onestamente ricordo, senza un qualche appiglio di similitudine, le circostanze in cui si verificarono e si verificano, ma può essere qualunque cosa, anche la più apparentemente banale.
15 Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato? >R Ne è stato nettamente migliorato.
16 I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati? >R Sì. Sì.
Due cose mi ricordo in particolare.
Una è che in un periodo ho fatto sognando come un corso di volo, che è iniziato precipitando da una montagna,e facendo il primo tentativo che infatti mi ha impedito di schiantarmi, e poi è continuato perfezionandosi sempre più e arrivando a sfruttare le correnti d'aria. Poi è terminato definitivamente una volta che insegnai a mio figlio a volare. (Mi manca).
Un'altra, che è viceversa, è che ho sempre sognato fin da piccola di aver perso le scarpe e di trovarmi in situazioni imbarazzanti e cercarle affannosamente, mentre l'ultima volta che l'ho sognato, che risale ad alcune settimane fa, mi sono detta: ma con le scarpe o senza scarpe che differenza fa? e mi sono tranquillizzata e non le ho più cercate.
17 Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza? >R Sì.
18 L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R A volte ne è stata originata, ma non so se chiamarla proprio ispirazione artistica. A volte scrivo.
19 Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R A me piace seguire un metodo che io chiamo scientifico per scoprire le cose della vita quotidiana, materiale, o emotiva, o mentale, nel senso che da tempo non "credo" più a niente senza sperimentarlo da me. Non so se fosse questo il senso della domanda.
Peraltro le scoperte scientifiche (diciamo da premi nobel, per intenderci) le vivo come se fossero cose che necessariamente l'umanità disvela nel suo cammino, credendo di aver fatto una scoperta sensazionale, ma è solo qualcosa che c'è sempre stato di cui non ci si accorgeva prima, e comunque non è certo l'uomo capace di farla, ma solo di riuscire a vederla, senza conoscerne né l'origine né lo scopo.
20 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"? >R Tutte la stessa cosa, gioia e libertà.
21 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"? >R .....................
22 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"? >R Tappe, ma ancora più spesso modi di circuire gli ingenui o gli amanti dell'esibizione.
23 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"? >R Idem come sopra.
24 In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto? >R Mi danno ancora molto, quanto può dare un luna park a un bambino curioso e desideroso di divertimento. Tolgono proprio esattamente quanto danno, secondo me. È come se ci fosse un pentolone pieno di queste emozioni, a cui ognuno può attingere se lo desidera, ma quanto prende per godere per sé, tanto deve poi restituire in sofferenza per far sì che la quantità sia sempre uguale per tutti.Credo che le sole emozioni di cui si possa godere gratis siano quelle che la Vita ti porta senza che tu le abbia né desiderate né cercate.
25 Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca? >R Certo.
26 Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica? >R Le penso come cicli naturali, uguali a quelli di tutto il creato, ivi compresi animali, piante, minerali,terra e cielo. E anche un'altra cosa, non capisco come alcuni possano rimpiangere tempi passati. Per me il momento attuale da un pezzo è il più bello che abbia mai vissuto. È come se nell'infanzia, adolescenza e giovinezza il mio essere fosse come una casa spoglia, che man mano io ho ristrutturato, imbiancato, e poi cominciato ad arredare con pezzi trovati durante i miei viaggi, o regalati da persone che mi hanno voluto bene. E ora finalmente è accogliente, e non vedo come, con l'andar del tempo, possa non diventarlo sempre più.
La morte? Non vedo l'ora di vedere dal vivo che succede veramente.
27 Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché? >R Diciamo che non mi pongo il problema. Se capita che sento di far qualcosa la faccio, se capita che non ho voglia di far nulla, anche se la difficoltà è palese, seguo comunque il mio sentire senza pensarci più.
28a Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? >R Il mio codice è la verità del momento, la più pura che riesco a percepire, e quella sola seguo. La parola data cerco di seguirla sempre con i bambini, perché so che per loro una promessa è qualcosa su cui contano ciecamente, ma se le cose dentro di me dovessero cambiare radicalmente, allora non la seguo più.
Il mio prossimo è il mio prossimo, lo dice la parola. Il più prossimo di tutti sono io,ovviamente.
28b Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data? >R
29 Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente? >R L'avvenire mi lascia indifferente. È nelle mani della vita e io non ne so e non ne posso sapere nulla, dunque non me ne preoccupo.

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Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>R Che è un modo per comunicare con te, che mi sei piaciuto da alcune cose che ho letto sul sito, specie quella sul nutrimento dolce (o qualcosa di simile).
Ciao.

   

20/6/2001 --- Risposte di "Vincent"

1 Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere? >R La mia infanzia l'ho vissuta quasi sempre con i nonni, per via della malattia di mio padre che non permetteva ai miei di stare molto con me. L'adolescenza l'ho passata chiusa nella mia stanza a piangermi addosso per quello che ero, per quello che avrei voluto essere e fare, e per quello che non riuscivo a fare. La giovinezza la sto riscoprendo ora che mi sto aprendo al mondo piano piano, anche se sempre con molta fatica, non si può cambiare da un giorno all'altro. Quando andavo alle superiori ciò che ha influenzato maggiormente il mio modo di vivere è stata la passione per l'occulto, infatti mi ci sono buttato come non ho mai fatto per nessun'altra cosa. Ciò che mi ha sempre fregato è stata l'impazienza e quindi mi sono bloccato di fronte alle delusioni che ne conseguivano. Poi è venuto l'amore.... l'amore che pensavo non sarei mai riuscito ad avere, mi sono sempre chiesto se sarebbe mai stato possibile per qualcuno amarmi, e così è stato... anche se inesperto quale ero non immaginavo che i "ti amo" possono anche non durare per sempre...
2 Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito? >R Sono nato in India e sono stato adottato da una famiglia italiana di borghesia media totalmente invasata di cattolicesimo. Durante l'infanzia ho vissuto la religione come paura, dovere e dogmatismo. Andare a messa la domenica, dire la preghierina quando ci si alza la mattina, prima di pranzo, quando si va a dormire alla sera ecc..... Durante l'adolescenza, in quel periodo in cui ci si mette in contrasto con tutto il mondo, non solo ho rifiutato il cattolicesimo, ma mi sono dato, per protesta contro quel dio che pensavo di poter distruggere, a pratiche sataniste. Dal satanismo sono passato alle "più semplici" sedute spiritiche, poi sono stato attirato alla meditazione da alcuni libri, poi infine ho scoperto che esisteva la possibilità di fare viaggi astrali e ho cominciato a praticare meditazione e yoga. Lo yoga mi ha sempre affascinato, sarà forse perché le mie origini sono indiane... ma???? Comunque ora non pratico lo yoga per viaggi astrali o altro... ma più per ritrovare un equilibrio.
3 Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire? >R Il punto cruciale, se si può definire così, è stato un film, di cui non ricordo il titolo, in cui in una scena la protagonista sveniva e usciva dal proprio corpo per andare a trovare un amico. In quell'istante senza sapere cosa fossero OOBE [out of the body experience], LD [lucid dream] ecc... mi sono detto: "io uscirò dal mio corpo".
Poi ho comprato un libro, "Il viaggio astrale" è il titolo (guarda caso), ma ingenuo come ero (e sono) pensavo sarei stato fuori dal mio corpo entro una settimana, e così via, pianificavo un futuro fatto di poteri paranormali, avventure mozzafiato, e cambiamenti radicali della mia vita.
Con il passare del tempo, dopo abbandoni e riprese mi sono reso conto che le cose non sono poi così semplici, e mi sono interessato alla meditazione, prima come forma di allenamento per la concentrazione, poi come inizio di ricerca spirituale (sempre finalizzata a viaggi astrali). Nel frattempo vedendo che non ottenevo nessun risultato in questo campo, mi diedi alla cartomanzia, alle visioni nello specchio e nella sfera (ho passato un'estate intera a fare riti su riti con quella benedetta sfera... beata gioventù... ^_^) e chi più ne ha più ne metta.
A volte sentivo il bisogno di ritornare al mio scopo originale, altre volte di abbandonare tutto e cercare qualcosa di nuovo. E ancora ora è così.
Da quando pratico lo yoga (da ottobre circa del 2000) comincio a sentire cambiamenti sempre più rilevanti, le paure per esempio stanno piano piano scomparendo, anche se a volte ho molti blocchi energetici, dovrò lavorare molto su me stesso.
4 Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte? >R Come ho già detto, prima la mia ricerca era finalizzata ai viaggi astrali, poi alle visioni con la sfera, poi la cartomanzia, ecc...
Non ho mai cercato un maestro, ho ancora un po' di riluttanza a rivolgermi a qualcuno, forse però almeno un buon maestro yoga non sarebbe male. Per  quanto riguarda gli altri, non ne ho mai parlato apertamente... se non per quanto riguarda le carte, quindi non mi sono mai dovuto giustificare.
5 Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione? >R
Sono stato molto favorito dai libri sullo Yoga che mi diede una mia amica ad ottobre. Altre volte ho solo inseguito chimere, bastava che su un libro ci fosse una scritta del tipo "ottenete in breve risultati con pochi minuti di esercizio al giorno" e io subito spendevo chissà quanto per comprarlo.
6 In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri? >R
Dalle mie debolezze ho appreso che ne ho veramente tante, una per esempio è la mia estrema sospettosità, a volte penso che nessuno sarà mai in grado di accettarmi per quello che sono e quindi rimango freddo e distaccato nei confronti della gente, non permettendo loro di conoscermi per quello che sono veramente.
Di esperienze spirituali non ne ho avute mai di eclatanti, anche se qualche anno fa cercavo quel tipo di cose che accadono più spesso nei film che nella realtà (per esempio la comparsa di angeli luminosi, di segni nel cielo ecc...). Ora sono convinto che la mia strada deve essere costruita pezzettino per pezzettino, per quanto minuscolo sia, sarà sempre importante.
7 Cosa ho appreso dalle mie debolezze? >R
8 In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca? >R Non ho mai trovato qualcuno vicino che fosse legato a me dalla stessa ricerca, o forse non l'ho mai voluto vedere, non so.
Comunque vivendo in ambiente prevalentemente cattolico non mi sono mai curato di scoprire se qualcuno la pensava come me, ho sempre lasciato gli altri alla loro vita e ho sempre pensato che se volevo ottenere qualcosa dovevo pensare da solo e soprattutto farmi gli affari miei.
9 Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale? >R
Al momento il rapporto tra la mia ricerca spirituale e la quotidianità è minima, a volte riesco a calmare molto le mie tensioni e a vivere bene con me stesso, ma quando la vita mi fa star male non riesco a dedicarmi al mio viaggio spirituale, rimango troppo preso dalle mie angosce quotidiane.
10 Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini? >R  
11 In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento? >R Attualmente non credo esista un dio nel senso monoteista del termine, e sinceramente non sento neanche il bisogno che esista un dio, credo di più che l'universo sia una grossa massa di energia sottile e pesante che si compenetra e dà vita ai diversi modi di essere. Diciamo che non mi toccano i discorsi altrui, vado abbastanza per la mia strada, mi spiace solo vedere gente che obbliga i propri figli a professare religioni che non professerebbero mai se non fossero così influenzati.
12 Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente? >R Non faccio parte di nessuno gruppo. A volte mi piacerebbe ma non credo alla serietà della maggior parte dei gruppi spirituali.
13 Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no? >R Mi attirano molto le filosofie buddiste, e in generale i modi di pensare che coinvolgono l'energia.
14 Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche? >R  
15 Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato? >R Il mio stato di salute fisica sta cambiando piano piano, sto diventando più attivo.
16 I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati? >R La maggior parte dei sogni che faccio non riesco a ricordarli anche per via della stanchezza psicofisica che sento la maggior parte dei giorni.
17 Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza? >R Non ho mai raggiunto coscientemente stati alterati della coscienza.
18 L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R  
19 Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R  
20 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"? >R
Dio: illusione
Spirito: libertà
Verità: soggettiva
Conoscenza: scopo dell'uomo
Saggezza: rara virtù
Amore: alto e difficile ideale
21 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"? >R
Sé: egoismo
Illuminazione: totale liberazione del sé egoista
Liberazione: illuminazione
Vacuità: tutto ciò che non è o quasi
Non dualità: unione
Meditazione: liberazione della mente
22 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"? >R
Maestro: insegnante con esperienza
Esoterismo: tutto ciò che ha a che fare con lo spirito
Insegnamento segreto: conosciuto da pochi
Iniziazione: inizio di un percorso
23 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"? >R Rituale: ripetizione
Scienze tradizionali: occidente
Mondo sottile: energia che vibra molto velocemente
Magia: utilizzo dell'energia
24 In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto? >R  
25 Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca? >R No.
26 Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica? >R
La vecchiaia è inevitabile. La malattia che porta alla morte con dolore mi spaventa ma so che secondo le leggi del karma rappresenta la liberazione dalle proprie colpe. La morte è semplicemente la fine della vita biologica e basta.
27 Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché? >R
Per ora no, anche perché ho ancora talmente tanti di quei problemi su me stesso che non credo di essere in grado di badare agli altri.
28 Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data? >R Altri corpi di energia, mi sento obbligato in maniera minima.
29 Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente? >R Mi propongo una crescita graduale, spero di riuscire a raggiungere alcuni dei miei obiettivi, temo la malattia e il dolore, mi lascia indifferente la morte, anzi mi affascina.

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Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>R Interessante; sono riuscito  a scrivere più di quanto pensavo.

   

23/5/2001 --- Risposte di "qumran8"

1 Come ho vissuto l’infanzia, le crisi dell’adolescenza, la giovinezza? Sia dentro che fuori del mio ambito familiare, quali sono stati in tali epoche della mia vita le persone, le circostanze e gli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato il mio modo di vivere? >R In modo gioioso, godendo della Natura e di due genitori che mi hanno trasmesso l'amore per la lettura e l'ironia.
2 Qual è la mia tradizione d’origine? Qual era il mio rapporto con essa durante la mia infanzia e la mia adolescenza? Qual era il rapporto con essa dei miei antenati, dei miei genitori e dei miei parenti, e in che modo mi hanno influenzato in proposito? >R La mia tradizione è l'ermetismo. Non credo di essere stato influenzato in nulla perché nella mia famiglia le influenze proiettive sono state sempre abiurate.
3 Come potrei descrivere l’insorgere in me della necessità di una ricerca interiore? Quando e come si è manifestata? Quali eventi mi hanno permesso di riconoscerla? Vi sono eventi, particolari esperienze o sensazioni della mia infanzia o della mia adolescenza oppure successivi che, a posteriori, mi sembra la facessero presagire? >R Le voci e le uscite dal corpo le facevo sin da piccolo in modo giocoso... poi tutto il resto è venuto con i segni.
4 Dove si è rivolta dapprima la mia ricerca? Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno coinvolto, quanto a lungo, e fino a che punto sono tuttora convinto delle mie prime scelte, o se no quali errori vi riconosco? Quali erano all’epoca le mie motivazioni, come giustificavo dentro di me e con gli altri le mie scelte? >R Non ho mai giustificato nulla e a nessuno, nemmeno a me stesso.
5 Quali libri, idee, persone, pratiche, gruppi mi hanno in seguito attratto, cosa ne ho ricavato e in qual modo ne sono stato favorito o danneggiato? Che cosa hanno aggiunto alla mia conoscenza, in quale misura hanno modificato i miei meccanismi percettivi e reattivi, quanto e come hanno migliorato o peggiorato la mia situazione? >R Ho sempre evitato le ricette facili di cambiamento... la nigredo l'ho vissuta in modo serio.
6 In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore ho subito degli shock o dei condizionamenti particolarmente importanti? Ne ho fatti subire ad altri? >R I condizionamenti siamo noi che li vogliamo se non ci rendiamo conto che introiettiamo.
7 Cosa ho appreso dalle mie debolezze? >R L'umanità.
8 In conseguenza delle mie esperienze relative alla ricerca interiore quale influenza ho esercitato in passato su quanti mi erano legati in quanto parenti, amici, partner, compartecipi della mia stessa ricerca? >R Quella di essere vicino... il fiato caldo per intenderci. Anche a chi non ha mai sentito il desiderio di una ricerca interiore e l'assenza della forma.
9 Qual è attualmente il rapporto della mia ricerca interiore con la mia quotidianità? Quali le reciproche influenze? In che misura la mia vita quotidiana, i miei rapporti con partner, figli, parenti, amici, estranei, la mia ricerca di potere personale, di benessere economico, di sesso riescono a rispecchiare i valori che mi propongo come fine sul piano spirituale? >R Non c'è cambiamento alcuno se la vita non si modifica su tutti i piani.
10 Qual è il rapporto della mia ricerca interiore con la natura, con i suoi climi e minerali, con il mondo vegetale e particolarmente con gli animali? Cosa ne ho appreso? Vi sono tratti psichici miei che potrebbero essere definiti animali, vegetali o minerali? Avverto in me qualche responsabilità verso gli esseri che mi siano in tal modo affini? >R Gli animali mi sono sempre piaciuti, evito i comportamenti etologici... mi sono lontani.
11 In quale posizione mi trovo attualmente? Professo ideologie o religioni particolari? Partecipo a qualche rito? Avverto o credo o conosco qualcosa che sento come definitivo? Mi sento in qualche modo sicuro del mio modo di procedere? Avverto forzature e debolezze nel mio atteggiamento? >R La mia religione è la vibrazione.
12 Condivido con altri qualche forma associativa finalizzata alla ricerca interiore? Cosa vi ricerco e cosa vi trovo? In quale misura può aver contribuito alla mia adesione ad essa una mia necessità di uscire dall’isolamento sociale o da una sofferenza psicologica? Fino a che punto questo può ancora essere vero attualmente? >R No.
13 Quali punti di vista, tradizioni, tipologie d’indagine attirano particolarmente il mio interesse? Ho tempo e mi sento in grado o in dovere di approfondirli oppure no? >R Sì, credo che la verità trascenda.
14 Quali esperienze interiori mi hanno particolarmente segnato, in quali circostanze e con quali caratteristiche? >R L'ascesa della Kundalini.
15 Il mio stato di salute fisica e psichica ha influenzato particolarmente la mia ricerca, o ne è stato migliorato o danneggiato? >R Migliorato.
16 I sogni hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o mi pare che ne siano stati influenzati? >R Sì, ma ho imparato a distinguere tra i sogni dell'Io e quelli del sé.
17 Stati alterati di coscienza hanno influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne sono stati la conseguenza? >R No.
18 L’ispirazione artistica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R Influenzata.
19 Qualche tipo di ricerca o scoperta scientifica ha influenzato in qualche modo la mia ricerca, o ne è stata originata o influenzata? >R No.
20 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "Dio", "spirito", "verità", "conoscenza", "saggezza", "amore"? >R Unione.
21 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "sé", "illuminazione", "liberazione", "vacuità", "non-dualità", "meditazione"? >R Unione.
22 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "maestro", "esoterismo", "insegnamento segreto", "iniziazione"? >R Rituali analogici.
23 Alla luce delle mie esperienze interiori, cosa mi suggeriscono parole come "rituale", "scienze tradizionali", "mondo sottile", "magia"? >R I palazzi Inferiori.
24 In qual modo valuto le passioni? Cosa mi hanno dato e cosa mi hanno tolto? >R Il tormento.
25 Il sesso, l’eros, l’amore hanno avuto, direttamente o indirettamente, un ruolo importante nel mio processo di ricerca? >R Sì, indirettamente.
26 Come mi pongo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e alla morte? In qual modo la consapevolezza della precarietà del mio corpo e della mia psiche influenzano i miei punti di vista, la mia ricerca, la mia vita quotidiana, la mia etica? >R Penso che se vivessimo tutti nel presente come se dovessimo morire domani faremmo cose migliori.
27 Sento davvero la necessità di fare qualcosa per il mio prossimo, di aiutarlo, materialmente o spiritualmente, in qualche modo? Se sì, cosa faccio e perché? >R Sì se le vibrazioni sono buone.
28a Chi è il mio prossimo? E in qual modo e in quale misura mi ritengo obbligato nei suoi confronti? >R Tutti anche tu che proponi il test.
28b Qual è il mio codice, cosa mi vincola, in quale caso ritengo inviolabile la parola data? >R L'onestà che di questi tempi è un difetto grave.
29 Cosa mi propongo per l’avvenire? Cosa spero, cosa temo, cosa mi lascia indifferente? >R Non ho avvenire, perché posso morire domani.

30

Cosa penso del questionario che mi è stato proposto?

>R Spero che serva.

   

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