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Omar KhayyÂM TRADOTTO DA ITALO PIZZI
Edizione elettronica di Dario Chioli, 2007
Da: Rubâiyât di Omar Khayyâm secondo la lezione di Edoardo FitzGerald, a cura di Mario Chini, Carabba, Lanciano, s.d. ma con data dell’introduzione 1916 (prima vers. 1907). Le traduzioni di Italo Pizzi, in appendice alle pp. 113-115, sono riprese da tre sue opere: Manuale di Letteratura Persiana, Hoepli, Milano, 1887; Storia della Poesia Persiana, U.T.E., Torino, 1894, 2 voll.; Fiori d'Oriente, Trevisini, Milano, 1907. Dice Mario Chini che: «Nonostante le date su riferite, la traduzione del Pizzi è anteriore a tutte le altre traduzioni italiane, di cui diamo un saggio, disponendole in ordine cronologico»; e sono quelle di Vittorio Rugarli, di Vincenzo Gottardi e di Massimo da Zevio (cioè Massimo Spiritini).
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I Di tre cose il valor sanno le genti. II Ho visto nel mercato un pentolaio, III Vezzi donasti, il core io ti donai; IV Partisti e mi restâr nel cor gli affanni, V Ahimè! di gioventù s'è chiuso il libro, VI Sempre la voglia mia si volge al vino, VII Ber vino e allegro stare è mio costume; VIII Da questa terra, che per alcun tempo IX Poi che nessuno fa malleveria X Sul giorno di doman nulla tu puoi; XI Di tua felicità poiché la rosa XII Non ti pensar ch'io tema del destino, XIII Poiché non vanno le faccende nostre XIV Io sempre in lite sono con me stesso. XV Di questa terra sulla superficie, XVI Della mia vita questo breve tempo
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SOMMARIO DEL PROGETTO KHAYYÂM |
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Dario Chioli - Omar Khayyâm, una strada verso l'unità dell'essere e del sentire |
| Omar Khayyâm - Filmografia |
| Omar Khayyâm - Galleria di immagini |
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la quinta e la prima edizione di The Rubáiyyát by Omar Khayyám. Translated into English by Edward FitzGerald |
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Dodici quartine di Omar Khayyâm tradotte dal persiano da Vittorio Rugarli |
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Omar Khayyâm tradotto da Massimo Spiritini (alias Massimo da Zevio) |