www.superzeko.net  

Sommario del sito

     

dodici quartine di Omar Khayym

tradotte dal persiano da Vittorio Rugarli

   

Da: Vittorio Rugarli, Dodici quartine di Omar Khayym, trad. dal persiano, Bologna, 1895, per nozze. Utilizza ledizione francese di J.B. NICOLAS (Les Quatrains de Khyam, Parigi 1867) e ne riporta tra parentesi la numerazione. Non ho visto led. originaria, ma la trad. riportata da Mario CHINI in appendice a: Rubiyt di Omar Khayym secondo la lezione di Edoardo FitzGerald, Carabba, Lanciano, s.d. ma con data dellintroduzione 1916 (prima vers. 1907).

   

   

I (77)

Danzatrici, e vino, e fanciulle belle come Ur, se  ve n'ha; ovvero acque correnti e margini erbosi, se ve n'ha. Meglio di questo non chiedere; non temere l'Inferno che spento; in verit, ch fuori di questo non vi ha Paradiso, se pure vi ha.

   

II (82)

Nella coppa rossa il vino color della rosa gradevole; con gemito di liuto e con lamento di cetra gradevole. Il monaco che non ha notizia della dolce tazza mi caro, quando lontano da me mille parasanghe.

   

III (85)

Sappi che dall'anima devi separarti, e che andrai dietro i veli del segreto di Dio. Bevi vino, ch non sai donde sei venuto: sii lieto, perch non sai dove anderai.

   

IV (94)

Lo splendore della luna, colla sua luce, ha dilacerata la veste della notte; bevi vino, ch un momento simile non possibile trovare; sii lieto e pensa che molti splendori di luna verranno l'un dopo l'altro sulla faccia della terra.

   

V (98)

Sii lieto, ch il dolore sar infinito: nel cielo avverranno le congiunzioni dei pianeti e i mattoni che si faranno col tuo corpo saranno per i palazzi degli altri.

   

VI (152)

La stagione dolce, e l'aria non n calda n fredda: le nubi dalla faccia dei roseti detergono la polvere; l'usignolo in sua lingua parla ai fiori gialli, e susurra che occorre bever vino.

   

VII (235)

Ecco, l'aurora: sorgi, o maestra dei vezzi; dolcemente dolcemente bevi vino e suona il liuto: quelli che dormono non vivranno lungamente, e di quelli che sono morti nessuno torner indietro.

   

VIII (269)

O Amico, vieni; non curiamoci della noia del dimani: Dimani, quando partiremo da quest'antica sede, saremo con quelli di settemila anni fa.

   

IX (346)

O Signore, al mio cuore prigioniero usa misericordia, al mio petto che accoglie il dolore usa misericordia, ai miei piedi che vanno alla taverna perdona, alla mia mano che afferra la coppa usa misericordia.

   

X (370)

Vedi: per opera di zeffiro il calice delle rose s' aperto; l'usignolo per la bellezza delle rose s' fatto lieto. All'ombra delle rose ti assidi, perch spesso queste rose dalla terra sono uscite e sotterra sono andate.

   

XI (396)

O rosa, tu somigli al volto di una fanciulla fascinatrice di cuori; o vino, tu assomigli a un rubino che allieta l'anima; o fortuna litigiosa, ogni momento mi sei pi ignota, e tuttavia mi sei nota.

   

XII (---)

Dal libro dell'amore io traevo un augurio: d'improvviso un sapiente dal cuore acceso disse: - Felice chi nella casa ha un'amica bella come la luna, e una notte lunga come un anno.

   

   

 

Se vuoi, invia un commento a:

scrivi@superzeko.net

SOMMARIO DEL PROGETTO KHAYYM

Dario Chioli - Omar Khayym, una strada verso l'unit dell'essere e del sentire

Omar Khayym - Filmografia
Omar Khayym - Galleria di immagini

la quinta e la prima edizione di The Rubiyyt by Omar Khayym. Translated into English by Edward FitzGerald

Rubaiyt di Omar Khayym secondo la lezione di Edoardo FitzGerald. Traduzione, introduzione e commento di Mario Chini

Omar Khayym tradotto da Italo Pizzi

Dodici quartine di Omar Khayym tradotte dal persiano da Vittorio Rugarli

Le Quartine di Omar Khayyam tradotte da Vittorio Gottardi, ediz. originale del 1903

Omar Khayym tradotto da Massimo Spiritini (alias Massimo Da Zevio)

Rubiyt di Omar Khayym (tradotte da Massimo Da Zevio alias Massimo Spiritini), ediz. originale del 1907)

E. FitzGerald - Quartine di Omar Khayyam. Versione di Diego Angeli, ediz. originale del 1910
E. FitzGerald - I Rubiyt di Omar Khayym. Versione in prosa ritmica di Fulvia Faruffini, ediz. originale del 1914

ritorno alla pagina iniziale